A lanciare la proposta sono il sindaco di Molfetta, il senatore Antonio Azzollini e Raffale Lauro
Molfetta e Sorrento unite in un gemellaggio culturale nel nome di Gaetano Salvemini. Uno scambio culturale fra la città in cui Salvemini nacque e quella in cui morì. A lanciare la proposta sono il sindaco di Molfetta, il senatore Antonio Azzollini e Raffale Lauro, Commissario Straordinario del Governo per il Coordinamento delle Iniziative Antiracket e Antiusura, tra l'altro di origini sorrentine. Raffaele Lauro ha formalmente proposto di realizzare «un collegamento culturale» tra le Amministrazioni Comunali di Molfetta e di Sorrento al fine di onorare il 50^ anniversario della morte dello storico e intellettuale molfettese, trovando il sostegno del sindaco Azzollini. Il primo cittadino – che nel corso della conferenza pubblica sull'antiracket tenutasi nei giorni scorsi a Molfetta aveva invitato Lauro a partecipare alle manifestazioni commemorative programmate dall'amministrazione comunale in omaggio a Gaetano Salvemini – sottoscrive così «con grande entusiasmo» la proposta di realizzare un gemellaggio fra le Amministrazioni comunali di Molfetta e Sorrento. Un'iniziativa – scrive a tal proposito Raffale Lauro in una lettera inviata anche al sindaco di Sorrento e ai vertici del Ministero dell'Interno e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali - «per onorare degnamente, nella ripresa autunnale, uno dei grandi Maestri della nostra democrazia, con due convegni collegati, Molfetta-Sorrento, alla auspicabile presenza delle Autorità di Governo, centrale e regionali, con un possibile gemellaggio culturale tra le due Città e con la partecipazione scambievole degli studenti delle scuole superiori». «Il pensiero di Gaetano Salvemini – ribadisce Azzollini - i suoi insegnamenti improntati a una esemplare levatura morale devono sempre fare da sfondo alla vita di una comunità. La cultura e il rigore sono ambiti che appartengono alla legalità e alla democrazia e vanno riaffermati una volta di più anche nell'anno in cui ricorre la morte di Gaetano Salvemini, di colui cioè che di questi valori ne ha fatto regole di vita».