La deliberazione di Giunta regionale è la n. 1288 dello scorso 2 agosto
Possono accedere ai benefici i nuclei famigliari con i seguenti Indicatori della Situazione Economica (ISE) e relativa Situazione Economica Equivalente (ISEE):
componenti nucleo: 1 – ISE 10.632,94 – parametro 1,00 – ISEE 10.632,94
componenti nucleo: 2 – ISE 16.696,72 – parametro 1,57 – ISEE 10.632,94
componenti nucleo: 3 – ISE 21.691,19 – parametro 2,04 – ISEE 10.632,94
componenti nucleo: 4 – ISE 26.157,03 – parametro 2,46 – ISEE 10.632,94
componenti nucleo: 5 – ISE 30.303,88 – parametro 2,85 – ISEE 10.632,94
Per ogni ulteriore componente il nucleo familiare è prevista una maggiorazione del parametro di 0,35. Altri casi di aumento del parametro sono previsti per situazioni familiari di disagio sociale.
In base ai criteri fissati dal Ministero, le risorse statali ammontano a 8.613.949,00 Euro per la scuola dell’obbligo e a 2.896.771,00 per la scuola secondaria superiore. Il criterio principale di riparto fra Regioni si basa sulla percentuale di famiglie con reddito inferiore a 30 milioni di vecchie lire, secondo dati forniti dall’Istat.
La Puglia auspica una modifica in proposito perché il risultato del monitoraggio sul numero di alunni che negli scorsi anni ha chiesto la fornitura dei libri di testo (35,55%) si discosta dal dato dell’Istat (24,3%).
Il riparto regionale in favore dei Comuni pugliesi è regolato sulle domande pervenute ai comuni lo scorso anno scolastico. Non si tratta di intervento a pioggia, ma di una distribuzione secondo le necessità dei vari territori.
Negli ultimi quattro anni si è verificato un forte incremento delle domande indirizzate ai Comuni pugliesi: si è passati dalle 98.172 del 1999/2000 alle 144.339 del 2002/2003. Il dato rileva il raggiungimento di un’informazione capillare del beneficio disponibile.
Per il prossimo anno scolastico la provincia di Bari assorbe il 38,19%, Lecce il 20,62%, Foggia il 18,36%, Taranto il 12,78%, mentre Brindisi il 10,05%.
Per rendere più celeri le procedure di liquidazione dei fondi assegnati, l’amministrazione regionale chiederà al Ministero dell’Interno di rimettere direttamente ai Comuni le quote assegnate.