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Data: 10/07/2008 - Ora: 11:52
Categoria:
Cultura
La cerimonia domani, venerdì 11 luglio, alle ore 19:00
L'Arcivescovo Metropolita di Lecce Mons. Cosmo Francesco Ruppi ed il sindaco Paolo Perrone saluteranno l'attesa riapertura della Chiesa di Sant'Irene (o Chiesa dei Teatini) nel corso della cerimonia in programma domani, venerdì 11 luglio alle ore 19:00. Com'è noto, l'immobile è stato interessato da lavori di restauro, consolidamento statico e ripristino delle coperture lignee gestiti dal Comune di Lecce (Ufficio Centro Storico, settore Lavori Pubblici) e articolati in due lotti successivi di intervento. La Chiesa di Sant'Irene è un bene culturale sottoposto a vincolo di tutela assoggettato alla disciplina di cui al D.lgvo n. 42/2004. Si tratta di un immobile di proprietà comunale in posizione strategica nel centro storico cittadino e costituisce per le sue caratteristiche urbanistico-architettoniche e decorative una delle testimonianze più significative del Barocco leccese.
La chiesa, a pianta longitudinale a croce latina, fu costruita a partire dal 1591 per interessamento dei Padri Teatini ed a spese dei cittadini e dell'Università degli Studi di Lecce. I lavori di recupero del monumento sono stati avviati con i finanziamenti di cui alla Legge n. 449/87 "Barocco leccese" grazie ai quali sono stati eseguiti dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Puglia lavori di restauro della facciata, bonifica dall'umidità delle coperture delle navate laterali, l'esecuzione di un'intercapedine perimetrale esterna per eliminare infiltrazioni di umidità per contatto. L'importante azione di recupero ha trovato prosecuzione (primo lotto) con i finanziamenti di cui alla nuova Legge sul Barocco leccese n. 59/2001 i cui lavori hanno riguardato il rifacimento delle coperture lignee. L'intervento è stato eseguito dalla a.t.i. Ingrosso Costruzioni s.a.s. di San Donato e M.a.l.c. di Lecce ed è stato completato nell'ottobre del 2006. Si è proceduto alla sostituzione delle strutture di copertura del transetto e della navata della chiesa costituite da solai laterocementizi e solette poggianti su capriate portanti in conglomerato cementizio armato e da profilati in acciaio con una nuova struttura di copertura più leggera, che allevia il sovraccarico gravante sulle sottostanti strutture murarie della chiesa, costituita da capriate lignee e travi portanti in legno lamellare che sono state lasciate a vista nell'intradosso, recuperando in tal modo l'unità figurativa dello spazio interno che si presenta grandioso e severo, animato da due serie di cappelle laterali ricche di esuberante decorazione scultorea degli altari in pietra leccese.
I lavori sulle coperture sono stati completati con la posa in opera (previe adeguate opere di coibentazione ed impermeabilizzazione) del manto di tegole di finitura. Le strutture di copertura preesistenti realizzate negli anni tra il 1959 ed il 1964 si presentavano in stato di forte degrado con infiltrazioni di acque piovane che avevano provocato l'ossidazione dei ferri di armatura delle strutture, lesioni, fessurazioni, distacchi di intere fasce strutturali (conglomerato, laterizi) e cadute di intonaco trattenute, nella caduta, dalla sottostante controsoffittatura lignea. Questi fenomeni avevano comportato la necessità di chiudere al pubblico l'edificio per ragioni di pubblica incolumità. L'intervento del secondo lotto (frutto dell'Accordo di Programma Quadro in materia di Beni e Attività Culturali per la Puglia) ha previsto il completamento del recupero del monumento ed in particolare ha interessato il restauro ed il consolidamento statico della torre campanaria, il rifacimento della pavimentazione della chiesa previa formazione di vespaio aereato in comunicazione con l'intercapedine perimetrale esterna, il rifacimento dell'impianto di illuminazione interna ed il restauro architettonico delle facciate laterali della chiesa (fronte su corso Vittorio Emanuele e su via Regina Isabella). La torre campanaria a pianta quadrata si eleva per due livelli partendo dalla copertura del transetto in corrispondenza dell'incrocio con la zona absidale. Fu realizzata in muratura di conci di pietra leccese nella seconda metà del secolo XVII. In corrispondenza degli ampi fornici terminali trovano alloggiamento le campane.
L'intervento è stato eseguito dalla stessa a.t.i. Ingrosso Costruzioni s.a.s. di San Donato e M.a.l.c. di Lecce ed è stato completato nei giorni scorsi. "Il restauro della Chiesa di Sant'Irene - evidenzia con soddisfazione il sindaco Paolo Perrone - è emblematico della capacità dell'amministrazione comunale di intercettare finanziamenti e di destinarli al recupero del patrimonio storico ed architettonico, che in questi anni è stato puntuale e accurato. In questo caso la Legge sul Barocco e l'Accordo Quadro sottoscritto tra l'allora Governatore di Puglia Fitto ed il Ministro Urbani. Riconsegniamo alla città questo splendido luogo di culto, una delle testimonianze più significative del nostro Barocco e dedicata ad una Santa veneratissima dai fedeli leccesi, nostra Patrona fino al 1656". "La Chiesa di Sant'Irene è senza dubbio una della più belle del nostro centro storico - commenta l'assessore ai Lavori Pubblici Severo Martini - ed il fatto di restituirla finalmente alla città ed alla comunità religiosa ci inorgoglisce. Si è trattato di un intervento di recupero piuttosto complesso per il quale è risultata fondamentale la dotazione finanziaria della Legge sul Barocco. Con la Chiesa di Sant'Irene, peraltro, inauguriamo un percorso che entro la fine dell'anno ci porterà a riconsegnare ai leccesi Palazzo Vernazza, l'arco e la piazzetta di Porta Napoli e l'ex Convento degli Agostiniani".
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