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Da una vita in perdita 2

Data: 23/04/2018 - Ora: 14:47
Categoria: Cultura

Chicchi di preghiera e di contemplazione - M.C.

Ultimo respiro (16 Luglio 2018)
Quando giungi a capire
che tutto avviene a questo mondo
perché Dio ci ama e lo vuole
dimostrare…torna al calvario
e, sotto la croce, accanto
a Giovanni e a sua madre,
accogli l’ultimo respiro
del Cristo, come dono suo finale.

Dono
Lo spirito dona al cuore
di chi continua a cercare
il Signore una presenza
divina mai uguale a quella
del giorno precedente.
L’amore di ieri, infatti,
è sempre di gran lunga
inferiore a quello
che oggi ci riempie.

Il mantello
Gesù non ha assunto
la nostra umanità
come un mantello
di cui svestirsi,
da risorto, in cielo.
Quando in Maria
si è fatto uomo, ha infatti
abbracciato la nostra condizione
e la conserverà per sempre,
anche quando condividerà
con noi fratelli
la sua gloria presso il padre.

Sconvolgente
La risurrezione di Gesù
non è un evento di cronaca
che interessa i giornali,
ma è la realtà più profonda
e sconvolgente per la vita
intima dell’uomo, che, solo
quando vi si immergerà completamente,
diventerà credente e supererà
finalmente la comune
insignificante esistenza.

Contraccambio
Dio non è come l’uomo,
alla costante ricerca
di un contraccambio amoroso.
Egli ci ama perché per sua natura
è amore, né può fare altrimenti
perché cadrebbe con se stesso
in grave contraddizione.

Redenzione
La redenzione non si è mai
conclusa, né finirà fino
al giudizio universale:
Gesù nel tempo continua
ad offrirsi per amore nostro
al padre in ogni uomo che
ancora muore profugo,
abbandonato, vittima del male.

Restare
Silenzio! Benedetta modalità
che ci si offre di restare
presso Dio, in attesa che Lui
si comunichi, per consentirci
nella solitudine orante
di meglio conoscerlo,
crescendo nel suo amore.

Torna
Nel mio intimo una voce ripete:
" Vieni" e presso Dio mi spinge.
Se invece sono già in adorazione,
pronta ad andare, la stessa voce
dice:" Torna, non tardare".

Cibo
Volatile è il sentimento
che l’uomo chiama "amore":
lo sa Dio che, amandoci veramente,
per restare con noi, si è fatto nostro cibo.

La Trinità
Come in ogni figlio
vive l’amore dei genitori
da cui è nato, così nel battezzato
dimora la Trinità
che lo genera e lo guida
verso il suo abbraccio eterno,
a cui l’ha destinato.

Divino pellegrino
Mentre prego in solitudine
mi fermo a contemplare all’orizzonte
il sole radioso che mi richiama
Gesù, divino pellegrino,
chino a baciare la nostra terra.

Semplicemente
Se ci domandassimo perché
Dio si ostini ad amarci tanto,
giacché noi siamo incapaci
di comprenderne il cuore
infinitamente grande,
sentiremmo presto da Lui
rispondere "Amatemi,
semplicemente, senza indagare".

Dio non cambia
Non cambia il tuo modo
di rispondere ai molti peccati
dell’uomo, Signore! Lasci ancora
che tuo figlio muoia per noi sulla croce

Il tuo corpo
Adoro, Signore, nel pane
eucaristico il tuo amore
per l’uomo! Ci offri ancora
il tuo corpo che noi continuiamo
a ferire nel profugo o lasciamo
annegare esanime,
decisi a non accoglierlo.

Corredentore
Il dolore offre all’uomo
che guarda oltre il tempo,
volendosi eternare,
di divenire in Gesù, Signore crocifisso,
corredentore del mondo.

Il passaggio di Dio
Non riusciremo a comprendere
quanto significhino le opere
di carità finché non incontreremo
Dio che in ciascuna di queste
si rivela presente e del suo passaggio
lascia un segno evidente
per chi ancora non crede.


Incompletezza
Talora pensiamo di farci
noi i compagni della solitudine
di Dio, povero dell’amore nostro,
mentre invece è Lui a venire
incontro all’incompletezza
esistenziale dell’uomo.


Acqua viva
Il cuore dell’uomo che a te
si offre, Dio, diverrà,
come hai promesso, fonte
di acqua viva per il mondo
povero d’amore che ti cerca,
ma su strade che Tu non percorri.

Mission
Chiami ciascun uomo
col suo nome e con una storia
di fragilità a Te ben nota
per inviarci a comunicare
il tuo amore immenso a quanti
ancora non ti conoscono.

Servizio
Rivelami, ti prego Signore,
in quale mio fratello
ancora mi attendi
perché io mi affretti
a riconoscerti in lui
e mi disponga a servirti.

Nuzialità
La nuzialità divina si rivela
nella nostra povera vita
come tenerezza
che a sé attrae. Dio
spera nel sì dell’uomo
per farlo sposo e fargli dono
del regno eterno in cui abitare.

Verso la foce
Rapisci, Signore, ogni mio
desiderio che non riconosca
in Te la sua ragion d’essere:
Tu sei l’amore che come fiume
d’acqua viva scorre
verso l’eternità sua foce.

Refrigerio
Signore, quanti pesi
stancano i nostri giorni
senza che sappiamo trovare
in Te refrigerio! Fa che scopriamo
nel cuore tuo il torrente
d’amore destinato a noi, poveri di Bene.

Vibrare d’amore
Desiderio di Dio che ci abiti,
scava in noi il tuo pozzo.
Si assottigli finalmente
l’egoismo nostro così che
vibriamo solo d’amore generoso.

Nuova passione
Troppo sofferente quest’umanità
in cui mi imbatto perché io possa
riconoscervi l’uomo che hai creato.
Posso invece vedere in ogni
rifiuto umano, Te Gesù che,
abbrutito da una nuova passione,
muori su una panchina
al freddo, di notte
o in un torrente annegato.

Testimoni
Credo che noi, senza
rendercene conto siamo
i testimoni di una nuova passione
del Cristo per le vie del mondo.
Egli, nell’umanità scacciata,
misera di cose e di valori,
vaga di terra in terra
ad annunciare: "Ancora
muoio per te, uomo,
perché ti voglio salvare".

Salvo
Nell’eucaristia, corpo
del Signore, adoriamo
pure la passione di ogni uomo
che, morendo si offre,
perché il mondo ritorni a Dio, salvo.

Novità stupenda
Quando tutto dentro di noi
sembra rompersi e le relazioni
più salde si rivelano insostenibili,
siamo partecipi della nostra morte:
l’uomo vecchio va convertendosi
alla novità stupenda della Resurrezione.

Amore incontenibile
Condividi ancora con noi,
Signore, la natura umana,
pur abitando in Paradiso
e sopporti anche se con dolore
enorme che non corrispondiamo
al tuo amore incontenibile.

Amoroso dialogo
Oltre l’irruenza degli eventi
che travagliano il mondo;
al di là di ogni voce
aggressiva, mi abita
il silenzio di Dio
che con me s’intrattiene
in un amoroso dialogo.

La mia persona (16 Luglio 2018)
La mia povera persona
che gli anni hanno attraversato,
lasciandomi talora ricca,
impoverendomi talaltra,
oggi desidera Dio soltanto.

La fedeltà di Dio (18 Giugno 2018)
Attingeremo alla tua fedeltà, Signore,
ogni volta che in noi lo Spirito
farà ardere il desiderio
di tornare ad accoglierti nel Pane Eucaristico.

Dio presente (18 Giugno 2018)
Pure se sei invisibile, mio Dio, c’è fra noi
chi ti sente in cuor suo presente.
Che se non ti fossi rivelato ad alcuno mai
come potremmo noi invocarti
ed esserti fedeli?

Povertà generosa (18 Giugno 2018)
Sono cari a Dio quanti mancano di beni superflui
e pure s’impegnano a condividere quanto possiedono.
A costoro Egli offre nel tempo
di godere di sé e dei suoi doni eterni.


Il miracolo (18 Giugno 2018)
Quale altro miracolo ci resta da cercare
se abbiamo visto incoronare regina
la nostra comune miseria,
dal momento che Gesù
ci offre ancora la sua stessa vita?

La vera ricchezza (18 Giugno 2018)
Se oggi a quanti progettano di accaparrarsi beni disonesti
potessimo offrire la luce divina che da Dio proviene
certamente costoro, invece di cercare effimere ricchezze,
si aprirebbero alle gioie eterne.

Grazie (18 Giugno 2018)
Come ringraziarti, Gesù Signore,
per il tuo pane, capace di trasformare
l’uomo peccatore in tuo fratello
cui offri di godere pure
dello sguardo di Dio, tuo Padre?

Il dono (18 Giugno 2018)
Tutto nella nostra vita, dopo lunghi anni,
può divenire meravigliosamente nuovo,
se amiamo Te, Signore, che offri
ai tuoi amici ogni altra cosa
gratuitamente in dono.

Tornare a Te (18 Giugno 2018)
Non sono tanto le parole,
che pure sgorgano fluenti dal cuore,
a ringraziarti, Signore, per il dono che ci fai
di sostare presso Te,
quanto l’ulteriore desiderio
di tornare ancora.

Abbandono (18 Giugno 2018)
La solitudine di Gesù crocifisso ci interpella:
incontriamo la sua passione nell’Eucaristia
mentre nel cuore ascoltiamo la sua voce
che c’invita ad abbandonarci con Lui
nelle braccia del Padre.

Come il pellicano (18 Giugno 2018)
Proprio come Te, Signore, pio pellicano,
ci sentiamo chiamati ad offrire agli altri
non solo i beni che ci hai offerti,
ma la nostra stessa vita.

Risposta (18 Giugno 2018)
Oggi il nostro amore per Te, Signore,
è risposta alla tua chiamata:
"Sostate presso me; per voi mi sono fatto Pane.
Mangiatene se volete vivere eternamente".

Dio nel cuore (18 Giugno 2018)
Ci è troppo intimo Dio
perché i nostri occhi possano vederlo.
Il cuore sì, come intimo, lo riconosce
e in lui ama il fratello.

Dio nelle cose (18 Giugno 2018)
Se in ogni cosa Dio è presente
non esistono creature indifferenti a Lui
perché, in tal caso, queste
non avrebbero motivo di essere.
Così ogni trasformazione del creato
rivela che persone e cose obbediscono ad un fine
che non è la morte,
ma una consistenza e una vita nuove
che la resurrezione ha già annunciato.

Pane eucaristico (18 Giugno 2018)
Il pane eucaristico oggi contiene l’offerta
che nel tempo Gesù, di se stesso,
continua a fare al Padre con un amore immenso,
sempre intensamente uguale.

Eucaristia (18 Giugno 2018)
Nella tua prima eucaristia, Signore,
adoro tutte le altre, in cui
continui a fare offerta di te stesso.
Gradisca il tuo Abbà, nostro padre,
con Te, anche il dono del nostro essere,
perché, quanti non ti conoscono
ancora, aprano gli occhi
del loro cuore
e imparino ad amarti.

Carità amorosa (18 Giugno 2018)
Dio vuole trasmettere a chi gliela domanda
la stessa sua carità amorosa
nello Spirito, Vita e Bellezza luminosa,
che, nella Trinità, unisce il Figlio al Padre.

Il dolore (18 Giugno 2018)
Tu accetti, Signore, che il dolore
tocchi in sorte a noi uomini
non per svilirci, né per umiliarci,
ma perché solo se ci spogliamo da inutili orpelli
saremo poveri e potremo essere salvati.

Travaso d’amore (18 Giugno 2018)
Il Signore ci regala gli uomini
da amare dal profondo del cuore,
dove per loro versa la sua passione
mentre rafforza in noi
il desiderio di Lui.

Dio sceglie il silenzio (18 Giugno 2018)
Se penetriamo nel mistero
e ci abbandoniamo alla contemplazione,
incontreremo l’Amore che,
nei giorni terreni,
ci abita discreto.

Mendico d’amore (18 Giugno 2018)
È facile riconoscere i poveri
dal loro aspetto dimesso,
mentre pochi di noi sanno vedere in Te, Signore,
il mendico dell’amore degli uomini.
Pure sei Tu, fra tutti noi, quello che più soffre
perché non puoi ottenere, se non te lo offriamo noi,
Il nostro cuore, che, pure, verso Te
è naturalmente incline.

Incontro (18 Giugno 2018)
La solitudine è la casa dell’incontro
con l’Eterno: Dio ne occupa lo spazio
e nel silenzio, raggiunge il cuore umano,
che stupito lo accoglie.

Ronzare (18 Giugno 2018)
Mentre in un campo falciato di fresco
vivo l’attesa di una nuova estate,
sento nel sole ronzare gli insetti
che continuano festosi a lodare
chi ha cura anche di loro,
il Signore, che di questa loro
roca invocazione si compiace.

Dio per noi (18 Giugno 2018)
Rendici capaci, Signore, di essere con Te
tanto insistenti da farci ottenere grazia
per la nostra gente. C’è chi soffre
privazione e dolore, chi è solo.
Tu, o Dio, ancora oggi ti fai dono
per tutti noi che di te
abbiamo enorme bisogno.

Fiducia (18 Giugno 2018)
Il Signore pone nel cuore
di chi lo cerca un seme,
concentrato di amorosa fiducia,
destinato a crescere a dismisura.
Crea nel cuore uno spazio libero
che possa contenere i dolci frutti
del seme che diviene albero
in chi se ne prende cura.

Il partner (18 Giugno 2018)
Chi si fa partner del Signore
non ha più da temere l’arsura del deserto
perché lo Spirito dona acqua a profusione;
né ha da temere le tenebre notturne
perché a illuminarle
si affaccia l’Amore divino.
Come Nicodemo
Questa notte, come Nicodemo,
vengo da Te, Signore, bisognosa
di capire il miracolo d’amore:
tu per noi ti trasformi in pane.
Non parli ma la carità infinita,
senza parole, mi mostri
Ed io che con te voglio restare,
supplico: "Trasformami, mio Dio,
in tuo pane".

Pane (18 Giugno 2018)
Il figlio di Dio, volendo
raggiungere il nostro cuore
nell’intimità profonda,
ha dismesso la sua carne,
diventando per noi pane.

La notte (18 Giugno 2018)
La notte è il tempo dell’incontro
silenzioso dello sguardo
che l’amore guida verso il cuore
di chi lo attende. È allora che il volto
dell’Amato, nella luce, chiaro si rivela.

Mi fido (18 Giugno 2018)
Mi fido di Te, Signore!
Non voglio più temere l’ora
che mi si apre davanti.
Mi fermerò a contemplare
per sempre il tuo amore immenso.

Sposare il silenzio (18 Giugno 2018)
Sposare il silenzio
è l’unico modo di ascoltare
nel profondo del cuore
la tua voce. Noi cerchiamo parole.
Tu invece parli con mille segni,
la cui comprensione
solo l’Amore ci offre.

Il crocifisso (18 Giugno 2018)
In questa chiesa antica,
dal sommo di un’arcata,
Gesù crocifisso mi guarda.
Lui solo sa quanto mi commuova
contemplarlo. Braccia aperte
egli attende ogni uomo che
al suo immenso amore
decida di arrendersi.

Il cuore di Dio (18 Giugno 2018)
Il cuore di Dio è tenero, avvolgente;
non dimentica mai gli uomini
-siano essi buoni o cattivi-
giacché restano sempre suoi figli.
Finché restiamo nel tempo, pellegrini,
Egli ci sospinge verso il suo abbraccio
in attesa del quale continuiamo a vivere.

Tentazione (18 Giugno 2018)
Liberaci, Signore, dalla tentazione
di sentirci migliori di altri;
anche noi potremmo perderci,
se Tu non ci tenessi stretti.
Al contrario gli uomini più semplici
sanno farsi santi attraverso ordinarie
esperienze che a loro capita
di vivere senza enfasi.

IL NULLA (01 Giugno 2018)

Ieri, presso l’altare,

una immagine ha

angosciato la mia mente:

in un baleno mi son sentita

naufragare nel nulla, inerme.

Con la morte vedevo arrivare

la fine di tutto;

mi si mostravano

nel mio più grande sconcerto,

vuoti, l’eternità di Dio

e il suo Cielo.

Ero in bilico, su un baratro,

priva di ogni appoggio

cui tenermi;

il nulla intanto

tentava di ingoiarmi

nella sua voragine.

Smarrita come naufrago,

senza più scampo,

sono approdata al nome

del Signore: più volte

con ansia L’ho invocato.

Ho ripetuto poi del pubblicano

la preghiera,

umile testa bassa,

in fondo al sacro tempio.

È stato un incubo

o un invito?

Ignoro la risposta,

ma so per certo,

che in questa vita,

per farmi inondare

da Te, che sei il mio tutto,

devo saper rinunciare

a me, che sono

il niente.

INCENDIO (01 Giugno 2018)

Nel profondo di ogni uomo

arde una scintilla

calda, luminosa,

origine di un incendio

d’Amore, che divampa

quando l’anima esulta,

cantando a Dio la lode.

È questo il fuoco

- dice il Vangelo -

che Cristo ha portato

sulla terra, perché diventi

fiamma che divampa,

che tutto, nell’ardore,

in sé consumi.

UNA NOTTE SUL MONTE (01 Giugno 2018)

Chi ha detto che la notte è buia?

Non c’è giorno più radioso,

nel suo sole,

di quelle ore tarde,

di per sé oscure,

in cui ho vegliato,

ai piedi del Signore,

per adorarlo.

C’era un suono vibrante

di chitarra, in lontananza,

quasi un’eco di voce supplice:

"Fermati ancora un poco, figlia!

Resta in mia compagnia..."

La mente, annebbiata

dalla veglia prolungata,

inconsueta,

non ha fermato

nel cuore innamorato

il canto estatico,

esaltante l’Amato,

non per i doni,

né per il tempo offerto,

ma perché Egli è

e resterà nostro Dio, in eterno.

IN DIALOGO CON DIO (01 Giugno 2018)

Signore, parlaci del tuo Cielo,

del tuo eterno presente...

raccontaci dei Tuoi Angeli,

sprofondati in adorazione!

Facci sapere se le tue piaghe

grondano ancora sangue

o sono luminose.

Ammettici per un solo istante

ad ascoltare le melodie

del Tuo Paradiso...!

Questo esilio che sulla terra

ci trattiene,

non ci renda estranei

al Grembo Tuo divino

da cui siamo stati generati!

Né l’anima nostra

abbia mai a svezzarsi

dal Pane Eucaristico,

nutrimento vero per noi,

ancora pellegrini nel tempo.

CANTO D’AMORE (01 Giugno 2018)

A Te, che vivi e ti fai Dono,

nella meraviglia dell’Eucaristia

canto l’Amore degli uomini – fratelli.

Ti lodo, Dio – Amante,

nella continua attesa del tuo Bene.

Ammiro nel Creato la Tua GRAZIA

che mi si rivela in ogni Bellezza,

sempre nuova, pure sempre antica.

Tua carezza il respiro del vento,

è voce Tua il notturno silenzio,

palpita il divino nel crescendo

di ogni umana sinfonia.

Mentre attendo il Tuo futuro abbraccio

che eternerà la nostra relazione,

continuo a cantare, senza posa,

la gioia di vivere nel mondo

con il cuore, che già batte esultante,

nel Tuo divino petto squarciato.

IL SENSO DELLA PREGHIERA (01 Giugno 2018)

Che cosa vuol dire

fermarsi in preghiera?

Lasciare la terra

con le sue creature

e trasferirsi nel cuore

del Padre,

per ritornare alla terra

e ai suoi abitanti

senza più memoria

del bello o del brutto,

del buono o del cattivo.

Significa soprattutto

trovare nel Corpo di Cristo,

donatosi al mondo,

sulla Croce,

la sola ragione

dell’unica, comune Salvezza.

LO SPAZIO RITAGLIO DELL’ INFINITO (01 Giugno 2018)

Ci è dato il mondo

come piccolo assaggio

di Infinito

mentre, come creature,

lo abitiamo,

sperimentiamo una parvenza

di vita futura.

Girovaghi nel circoscritto,

affrettiamo la caduta

di limiti e confini,

le nostre divisioni.

Pellegrini quotidiani

nelle angustie terrene,

sempre più bramiamo

il Cielo infinito.

Si espande il nostro cuore,

mai pago dell’orizzonte

in cui lo sguardo si fissa.

Stranieri, attraversiamo

la terra di confino,

innamorati, attendiamo

che torni a prenderci

il Risorto, per inoltrarci

con Lui, nell’Eterno

senza più confini.

IL PECCATO: "ESPERIENZA DI ESTRANEITà DA DIO" (01 Giugno 2018)

All’inizio della storia

Il minore dei figli parte

da casa, si allontana

dal Padre. Ignora il giovane,

si pensa, che la sua vera

gioia sia nel Genitore.

Quando ritorna a Lui,

logoro e affamato,

si genuflette, pentito, ma

nel cuore, si sente ancora schiavo.

Finalmente si trova

stretta al collo le braccia

paterne; solo allora, il giovane,

guarito, è davvero nuovamente figlio.

Felice, l’Abba’ che l’ha

seguito nel suo peregrinare,

lontano, vivendo in attesa,

offre al figlio, ritrovato,

la veste bella, l’anello

e una gran festa.

Profondo il senso dell’insegnamento:

il peccato ha radici

nel nostro andare via dalla Casa,

che è GRAZIA,

che è Abba’.

L’abbraccio divino ci raggiunge

appena sboccia il nostro pentimento,

generosamente prima

che facciamo ammenda,

e ci fa figli.

GESù, DIO DELL’ATTESA (01 Giugno 2018)

Per capire chi sei

leggo il Libro

e Ti riconosco nel Tuo Vangelo:

Tu sei il Dio dell’Attesa.

Aspetti: i frutti del fico sterile;

che torni a casa il figlio minore;

che Zaccheo scenda

dal sicomoro; che gli

apostoli si destino, nell’orto…

continui ad essere in attesa

di giudizio presso tutti

i tribunali degli uomini…

dopo il Sinedrio.

Venuto al mondo per salvarci,

al Giordano hai compreso

che la redenzione

significava morte sulla croce.

Hai atteso di esservi condannato

come reo, dagli stessi che Tu salvi.

Aspetti ed accetti

che la folla ti preferisca Barabba

e che la via dolorosa

finisca al monte Calvario.

Attendere per Te, Signore,

significa spesso guardare

gli uomini che rinnegano…

Te, loro Dio per scegliere

al Tuo posto un altro Barabba

Vedere Dio(14 maggio 2018)
Ignoro se sia più forte in noi il desiderio
di vedere Dio o il suo bisogno
di rivelarsi a noi. Tale sentimento
percepisce vivo in Te, Signore,
il nostro cuore, trepidante.

Incontrare Dio(14 maggio 2018)
È faticoso, anche se avvincente,
vivere ogni giorno nel desiderio
di incontrare Dio presente
nelle umane relazioni e nei luoghi
in cui si vive, mentre tutto il resto
si perde nel disinteresse.

Attesa(14 maggio 2018)
Fra i credenti non pochi
si meravigliano della fame
eucaristica che pochi sentono;
mentre gli stessi restano indifferenti
per le lunghe ore sofferte da Gesù
nella loro vana attesa.

La follia di Dio(14 maggio 2018)
Comunicare al desiderio di Gesù Signore
significa partecipare al suo amore folle
che vuole tutti gli uomini,
peccatori più o meo incalliti,
eternamente salvi.

Il prossimo(14 maggio 2018)
Tu ti incarni nel povero
che attraversa le nostre strade
mendicando per sé la dignità
e l’accoglienza di chi accetta
di farsi suo prossimo,
in una relazione fraterna.

Le giare(14 maggio 2018)
Se il desiderio di te, Signore,
si spegnesse nel nostro cuore
la nostra vita tornerebbe incolore
come l’acqua a Cana
prima di divenire vino nelle giare.

Consolarti(14 maggio 2018)
Quando ti incontro, Signore,
sento un amore tanto forte
che vorrebbe trasformarmi
in dono offerto a Te
nel desiderio di consolarti.

Fonte inesauribile(14 maggio 2018)
Chi s’immerge a lungo in preghiera
e senza fatica, spesso s’interroga
sull’origine del proprio fervore
ne scopre in Te, Signore,
l’inesauribile fonte:
l’amore viene da Te e a Te ritorna.

Vero amore(14 maggio 2018)
Il silenzio profondo che ci avvolge
in questo tempo di preghiera,
mette a nudo, o Dio, il bisogno
di vivere in Te, nel tuo cuore,
dove inizia e si compie
ogni vero amore.

Fragilità(14 maggio 2018)
Anche le umane fragilità,
offerte nell’amore, se ci umiliano,
giungono a Dio gradite
come espressione del cuore povero,
desideroso di convertirsi.

A chi chiede Amore(14 maggio 2018)
Da quando siamo intimi di Dio,
un enorme desiderio ci sospinge
a offrire il suo Amore
a chi ce ne chiede.

Il silenzio(14 maggio 2018)
Abbiamo scelto il silenzio
come santuario capace
di custodire dall’altrui sguardo
indiscreto l’amore di Dio
in noi presente.

Misericordia(14 maggio 2018)
Dio s’intenerisce di fronte
a chi gli chiede umilmente perdono
per le proprie e le altrui colpe
e si rivela per tutti gli uomini
infinita misericordia.

Cana(14 maggio 2018)
Quando sono davanti a Te, Signore,
acqua semplice in una inutile giara,
mi sento con gioia trasformata
dal tuo amore in vino della festa.

Chi cerca Dio(14 maggio 2018)
Dio non concede sosta a chi lo cerca:
lo attrae a sé sui sentieri,
talora aggrovigliati dal dolore,
che per sé ha già scelto sulla terra.


Incomprensibilmente(14 maggio 2018)
Dio vive sospinto verso l’uomo
da un amore costante:
continua infatti ad offrirsi a noi
che possiamo accoglierlo o,
incomprensibilmente,
respingerlo condannandolo
ancora una volta alla croce.

Sul Golgota(14 maggio 2018)
Sul Golgota la trinità è in croce,
trafitta dall’uomo che rinnega l’Amore,
pure se solo l’Amore può salvarlo.

Gesù(14 maggio 2018)
La parola Lo rivela;
si fa segno nel pane e nel povero,
eletto già beato sulla terra.

Gli occhi(14 maggio 2018)
Se il cuore del contemplativo
già Ti vede, i suoi occhi,
persi nel desiderio, ovunque
Ti cercano e, nonostante
se ne riconoscano indegni,
aspettano di contemplarti
finalmente svelato.

Pane eucaristico(14 maggio 2018)
Siamo veramente insensibili
e indifferenti se non percepiamo
la trasformazione che opera in noi
l’Eucaristia. Eravamo peccatori,
spesso anche increduli e,
grazie al Pane diveniamo
affini al Cristo e in Lui incorporati.

Abbà(14 maggio 2018)
Da molti anni mi guardi,
sono ormai vecchia,
ma il mio cuore tornato bambino
da pochi mesi ti chiama padre,
con l’amore di Gesù
che ti invoca "Abbà", "babbino".

Buio e luce(14 maggio 2018)
L’anima lontana da Dio somiglia
ad una camera buia nella quale,
attraverso le fessure, penetra
uno spiraglio di luce. Se, desiderosi
di vedere, apriamo la porta,
finalmente le cose prendono
consistenza e colore.
Allo stesso modo nella nostra vita
Dio si fa discretamente presente
finché noi non decidiamo di accoglierlo.
È allora che prendono senso
le scelte della nostra esistenza.

SIMILI AD ALBERI IN FIORE (4 maggio 2018)

Il sole si china sulla terra,

la bacia, ne fa germinare

i semi, che rinchiudono,

nel loro cuore, nuova vita;

così Tu mio Dio, guardi

alla Tua creazione,

per darle nuovi spazi,

dove i giovani, come virgulti,

maturano: simili ad

alberi in fiore, i cui dolci frutti

allettanti per il gusto,

si faranno assaporare.

SOSTARE ALLA LUCE DELL’INCONTRO (4 maggio 2018)

Il treno, veloce, s’avvia:

attraversa un’oscura galleria,

quindi riemerge al sole, che,

con ansia lo attende.

Somiglia alla nostra vita

il suo correre: si esce

dal buio di una prova

per sostare alla luce dell’incontro

con Te, che ci accogli e che

nella gioia, con noi Ti incammini

al cuore di una profonda

relazione.

SAN LORENZO (4 maggio 2018)

S’intreccia la luce

divina con quella delle stelle,

che cadono, stanotte, per

illuminare i nostri sogni bambini.

Sono, come la nostra fede:

fiammelle che desideriamo

restino accese, nel cavo

delle nostre mani protette,

perché nessun vento le spenga.

ACCOGLIEREMO LA PAROLA (4 maggio 2018)

Una volta liberi,

accoglieremo il seme

della Tua Parola: ogni

granello germinerà,

nel nostro campo, diverrà

buon frutto: ce ne

sazieremo, giunti nel Tuo Regno.

AVERCI CON TE, IN ETERNO (4 maggio 2018)

In una particola di vita

divina, che, per noi, hai lasciato

sulla terra, hai rinchiuso

speranza e desiderio

di averci con Te,

dopo l’odierna comunione,

ancora in eterno, mio Signore.

EGLI GIA' TI GUARDA (4 maggio 2018)

Entra nel tuo intimo

entra in te stesso!

V’incontrerai Dio Amore,

forza, vita:

tuo unico sostegno.

Indirizza il tuo cuore

verso il tuo Cielo e contemplalo:

Egli ti guarda già, prima di te.

"Effatà"- "Apriti" dice al tuo orecchio:

Adonai ti dona la Parola,

perché tu ne gusti.

Imparerai da Lui ad amare,

come ama Dio stesso

DIO RIDE DELLA NOSTRA GIOIA (4 maggio 2018)

...con noi è felice, quando

noi lo siamo.

Nel suo volto sorridente

rivela il bene che ci vuole.

ci accoglie nel calore

del suo sguardo.

Non conosce rifiuto,

solo grande compassione,

nella quale ci stringe forte,

come in un caldo abbraccio.

PER TE ATTINGEREMO (4 maggio 2018)


Ci offri tutto, anche la salvezza

purché crediamo nell’Amore Tuo

per noi. Ce lo doni, visibile

piagato sulla Croce,

dove, assetato, piangi

l’abbandono.

Per Te attingeremo acqua fresca

dalla nostra vita, che ti tolga

l’arsura di cui soffri.

Te la porgeremo di cuore,

nella gioia infinita, di saperci

in Te vivi e per sempre tuoi.

UNO SPARUTO SEGNO (4 maggio 2018)

Tornare a casa è sempre

un’emozione intensa;

ci accolgono i ricordi, gli oggetti

e i ritratti familiari.

Le pareti ci abbracciano,

l’amore ci riscalda:

se andare è stato bello,

tornare lo è di più.

Se una casa di mattoni

genera nell’uomo, che

vi torna, intensa commozione,

più grande sarà

la gioia con cui vivremo

in Cielo, con Dio e con

i suoi Santi!

Il tempo non invecchia il Paradiso

-non è di pietra-; né ci saranno

eventi che ci costringeranno

mai più a lasciarlo, per partire.

La nostra abitazione terrena,

la più bella, resta solo uno

sparuto segno dell’Amore,

che Dio prepara per noi,

che avremo con Lui

casa nel Cielo.

Il passato

Dove sono i giorni trascorsi?

Tutti andati verso strade

ignote. Non soffro perché

sono finiti, né mi affanno

in nostalgici rimpianti.

Grande desiderio mi spinge, invece, oggi

verso il tuo Amore. Vengo, Signore,

e nel tuo Bene, mi fermo.

Terremoto

Tristezza grande

mi afferra: la nostra

terra trema e tanta gente,

che solo ieri c’era

tristemente muore!

Dio mio, quanta violenza ha

in serbo la natura!

Fino ad oggi

l’abbiamo troppo offesa!

Smarrita ti consegno

ogni zolla di terra

e ciascun uomo che torna a Te,

ucciso dal peso del cemento

squarciato

come fragile cartone.

63. Dalla finestra

"Guarda, ti piace?"-

mi domandi stamattina,

mentre dalla finestra,

mi apro al giorno nuovo.

Signore, tutto è infinitamente

bello, da quando, con meraviglia,

comprendo quanto è grande

il dono. L’amore

con cui me lo porgi, poi,

è immenso.

L’infinito

Troppe parole turbano il cuore,

assetato di silenzio, bisognoso

di aprirsi all’ascolto.

Tu parli e la meraviglia

diviene in me sempre più grande.

Mi mostri l’infinito in cui

mi preparo ad abitare,

che incoronerà il nostro incontro.

Volti amici

Stamattina il volto

degli amici era diverso,

mi richiamava un non so che

di quel futuro che,

in Te, mi preparo

a vivere, da tempo!

Tu mi basti

Tace il cuore,

anche il pensiero resta

muto al tuo cospetto;

tutto in me attende

che Tu parli e ti riveli:

non c’è altro cui io

aspiri. Mio Dio, tu sei

ogni mio desiderio.

Non voglio altro:

Tu mi basti.

Meraviglia

Il cuore, finalmente libero

dalla sete di possesso,

guarda al creato

con meraviglia grande:

vede nuovo il sole e

il cielo; anche l’uomo

diviene raggio del divino

amore. Tutto è luce!

Il dono supera la capacità

di chiedere, mentre il desiderio

di Dio cresce con intensità

sempre maggiore.

Il cuore vede

Fisso il candore dell’ostia

che il faro illumina,

fino a farmi

lacrimare gli occhi.

Mostrati, mio Dio,

tu mi vedi, lo so,

ne sono certa,

anche perché

il cuore, mentre

canta a Te

il suo amore

nella meraviglia,

vede quanto di Te

sfugge alla visione.

Come riverbero

di sole

Dio, bellezza infinita,

nel cuore ti conservo,

come riverbero di sole

che illumina

l’acqua cristallina,

fiume che le correnti

della vita increspano.

Intorno a Te, che,

come fiamma,

riscaldi ogni nostro

freddo inverno,

siamo riuniti

perché l’ardore

che da Te sprigioni,

mai si spenga.

Salmodia

Chi pensa che il tuo Amore

sia diventato muto,

non ha mai letto le pagine del libro,

da millenni, davanti a noi, aperto;

né ha mai udito

la musica divina che il creato

ti canta: come una salmodia,

che in ogni ora si eleva

dalla Terra verso il Cielo.

Nostalgia

Una nostalgia profonda

mi attraversa l’animo,

mentre ti cerco.

-Quando verrai?

A quando il nostro incontro?-

Il cuore timido si attarda;

invece il desiderio, sollecito,

tende a Te le braccia,

e in un sussurro:

"Mio Dio, ti aspetto ogni giorno"

osa dirti.

Dove sei?

Ti cerco ovunque

nei volti umani,

nel cielo!

Ogni tanto mi pare

che il velo si diradi

e che il Tuo viso

io distingua

tra lievi trasparenze.

Poi, come sipario,

ricala il buio

e ricomincio a

implorarti

"Mio Dio, rivelati"

Nostalgia di Cielo

Nello smarrimento del cuore

che vive incerto, senza approdo,

riconosco, sotto l’apparente

angoscia, la nostalgia di Cielo.

Il sentimento cerca

il Signore presente, ma nascosto,

che m’attende.

Gioia

Sai che cosa

fa il mio cuore

mentre Ti adoro?

Salta, danza,

respira, Ti contempla.

La gioia fa

da musica,

e il silenzio

diviene suo

nutrimento.

T’invoco – sono in Tua attesa! –

E Tu vieni

a colmare

il desiderio.

La nostalgia

di Te è la mia vita.

Dio contemplativo

Sei qui, nel silenzio

e mi guardi,

Dio contemplativo!

Anche il mio desiderio

Ti fissa ed attende

che Tu a lui

Ti faccia più vicino.

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