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Commento al Vangelo della III domenica di Pasqua

Data: 02/05/2022 - Ora: 11:19
Categoria: Cultura

vangelo

Oggi l’Evangelista di turno ci porta fuori dal Cenacolo, sul lago di Tiberiade: qui gli Apostoli, dopo una pesca infruttuosa, si sentono stanchi, smarriti.

Nell’ultima domenica trascorsa, l’Evangelista Giovanni ci ha mostrato Gesù, che, davanti a Tommaso,
l’Apostolo incredulo, mostra le sue piaghe, divenute, con la Pasqua, luminose. Utile, per noi, è la
proclamazione, che fa, subito dopo la conversione di Tommaso, il Risorto: "Beati quelli che non hanno visto
e hanno creduto" . Questa beatitudine, l’unica presente in Giovanni, è a fondamento del discorso della
Montagna, riportato da Matteo e Luca: senza la fede in Gesù risorto, infatti, non è possibile essere "poveri"
"miti" "misericordiosi", nello spirito evangelico.
Oggi l’Evangelista di turno ci porta fuori dal Cenacolo, sul lago di Tiberiade: qui gli Apostoli, dopo una pesca
infruttuosa, si sentono stanchi, smarriti.
Incerti sul futuro, Pietro e gli altri tentano inutilmente di tornare indietro nel tempo, a prima dell’incontro
con Gesù …. un po’ come noi, dopo il lockdown, quando pensavamo che la soluzione a ogni problema fosse
tornare a scherzare nel bar. Ci si sente inutili quando i progetti umani falliscono; pure spesso un flop, una
difficoltà può aprirci ad un evento divino, come accade ai nostri poveri pescatori. Sulla riva del lago, infatti,
intravedono un uomo, che suggerisce loro di gettare le reti dall'altra parte e cui loro, pure maestri nell’arte
del pescare, incomprensibilmente obbediscono, e riempiono le reti di 153 grossi pesci. Nell’uomo
misterioso Giovanni riconosce il Signore, che Pietro, a nuoto, subito raggiunge. Segue un incontro familiare,
tenerissimo nel quale Gesù serve i suoi con quanto ha già preparato al fuoco, e con un po’ della pesca
produttiva realizzata. Quando i cuori si sono rinfrancati, il Risorto chiederà, per ben tre volte, a Pietro "Mi
ami tu?"
Il discepolo non comprende che gli viene chiesto di riparare ai tre rinnegamenti pronunciati da lui, durante
la Passione del maestro. Quindi il Signore gli affida il governo della Sua chiesa e profetizza con quale morte,
lo glorificherà, da vecchio.
Esperienza tutta pasquale questa narrata dal Vangelo odierno di Giovanni. Il momento di vita sul lago di
Tiberiade, è uno spaccato di vita quotidiana , che somiglia alle nostre giornate lavorative, destinate, anche
queste, a divenire "divine", se ci facciamo accompagnare dal Risorto, sempre propenso a farlo.
Alla sua luce, non solo la fatica, ma anche la nostra progettualità, pure quella destinata purtroppo a fallire,
troverà significato oltre la storia, come strada di salvezza.

Gesù-Uomo
Gesù, incarnandoti,
nella tua proposta evangelica,
riveli il vero modello di umanità.
Tu sei Dio e ti sei fatto uomo;
però completo, perfetto, da noi diverso.
Sei tu la Pace che ogni cuore
desidera trasmettere e vivere
in ogni tempo.
Da increduli, credenti.
Guardandoti, Signore,
proviamo smarrimento, proprio come Tommaso,
di fronte alle tue piaghe:
gliele mostri: lo inviti a toccarle !
Anche a noi, discepoli increduli,
doni il tuo corpo: ti sei fatto
cibo da mangiare,
perché, inebriati dal tuo Amore,
peccatori, ci lasciamo, da Te, salvare.

Autore: Mariagrazia Camassa

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