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Data: 05/01/2026 - Ora: 12:07
Categoria:
Cultura
Amarci come fratelli è, pertanto, il nostro primo impegno quotidiano
I Magi, astrologi orientali, sentendo gli astri, ebbero ad osservare, fra le stelle loro note, l’apparizione di una cometa, assai
luminosa e, consultando i loro libri, appresero che tale stella era spuntata per annunciare al mondo la nascita, a Betlemme di
Giudea, di un Re grande. Animati da un fervente spirito religioso, i tre astrologi si misero in cammino, sui loro cammelli, per
andare ad adorarLo e offrirGli doni degni di un sovrano: oro, incenso e mirra. Erode, re della Giudea, saputo dai suoi
informatori dell’Evento, annunciato dalle carte e dalla venuta dei Magi, desiderosi di adorare a Betlemme il Bambino, detto "re
dei Giudei", chiese agli Astrologi, giunti nella sua terra, di fare sapere anche a lui dove trovarLo esattamente, affinché egli
potesse adorarLo. I tre Magi, preceduti dalla stella che li aveva guidati nel loro lungo e periglioso viaggio, giunsero alla grotta,
dove trovarono, come predetto, il Piccino divino con Sua Madre... Essi si prostrarono adoranti, davanti al Bambino, e Gli
offrirono i loro doni regali, quindi, informati, per altra via, tornarono al loro paese.
Oggi celebriamo la solennità dell’Epifania, giorno in cui Dio, fattosi uomo e nato fra noi, a Betlemme di Giudea, dopo essere
stato annunziato, dagli Angeli, agli umili e disistimati pastori, si manifesta al mondo.
La storia della salvezza cristiana capovolge le nostre priorità; Amarci come fratelli è, pertanto, il nostro primo impegno quotidianoAmarci come fratelli è, pertanto, il nostro primo impegno quotidiano. Lo stesso Gesù, Verbo del Padre eterno, nasce e vive a Nazaret, nei primi 30 anni della Sua vita, in una
umile condizione sociale, tanto da stupire, per la Sua sapienza, i nazaretani, allorchè giunse il tempo della Sua missione
pubblica. Quando si rivelerà ai dotti, agli scribi e ai farisei, nonché ai capi del culto del suo tempo, si cercò presto, da parte di
costoro, il modo di eliminarLo: Egli annunciava infatti al mondo il Padre, che, da sempre, desidera comunicarsi al cuore degli
uomini, per ottenere la loro conversione a LUI. Tale progetto divino non poteva essere compreso ed accolto dai sacerdoti del
tempo, ritualisti e formali, che avevano ridotto la relazione con Dio in una pratica di regole estranee alla vita dell’uomo, che
sempre più si allontanava pertanto dall’Amore di Dio.
La solennità odierna offre anche a noi, ancora bisognosi di conversione, con la manifestazione del Figlio, mandato all’umanità
dal Genitore comune, l’invito ad imparare a conoscerLo, quale Padre misericordioso, che ci attende tutti.
Amarci come fratelli è, pertanto, il nostro primo impegno quotidiano, la preghiera filiale del "Padre nostro" ci colmi di
gratitudine e di desiderio di conoscerLo.
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