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Commento al Vangelo della domenica del Battesimo di Gesù

Data: 13/01/2022 - Ora: 11:21
Categoria: Cultura

battesimo gesu

In questa festa, che chiude il ciclo natalizio, siamo chiamati a riflettere sulla nostra vita di battezzati


Il Vangelo di questa Festa liturgica ci rivela due verità sostanziali per la nostra fede:
I Il battesimo, che Gesù è venuto a portarci, è assai diverso da quello di Penitenza, che amministrava, sul
Giordano, il Battista. Il Messia istituisce, per la salvezza dell'umanità, sette Sacramenti, in Spirito Santo e
fuoco, tra i quali primo è il Battesimo, un anticipo della Sua Redenzione pasquale.
Nella festa del Suo Battesimo, Gesù completa anche la rivelazione che ho offerto di Sè alle genti, il giorno
della Sua Epifania: Dio è Trinità, nella quale Egli è il Figlio che regna con il Padre e con il Santo Spirito.
L’Abbà e lo Spirito sono concretamente presenti al Giordano, quando il Battista immerge il Messia nelle
acque. E’ allora che lo Spirito scende dal cielo su Gesù sotto forma di colomba, il Padre intanto fa sentire la
Sua Voce, definendo il Suo Verbo, che ha preso carne, come "il Figlio Suo Prediletto, nel quale si compiace".


C'è da aggiungere che Gesù non ha peccato, quindi avrebbe potuto non essere battezzato, come noi, che
nasciamo già afflitti dalla colpa di Adamo; Egli però, perché si realizzino le Scritture, vuole rendere visibile la
sua completa condivisione con gli uomini, e perciò non disdegna di mettersi in fila con i "peccatori",
rivelandoci così la Sua solidarietà con noi. Dal canto loro il Padre e lo Spirito attribuiscono rilievo e
importanza all'Evento Battesimo del Verbo, con la loro visibilità. Al Giordano si celebra la prima liturgia
battesimale: in Gesù, quel giorno, siamo stati accolti tutti, come figli, nel grembo della Trinità. Dovremmo
prendere coscienza della trasformazione della nostra relazione con Dio, nel nostro Battesimo quando, da
semplici creature, siamo divenuti figli dell'Abbà. Se quindi Dio, nostro Padre, è LUCE, noi, suoi figli non
possiamo non essere come LUI, della sua stessa natura: non solo, ma avremo come destino la vita eterna
nel Paradiso, casa dell'Altissimo, ma anche nostra.
In questa festa, che chiude il ciclo natalizio, siamo chiamati a riflettere sulla nostra vita di battezzati; se
cristiani incorporati cioè in Gesù, ceppo madre della vite, di cui noi siamo tralci, non possiamo compiere
scelte contrastanti con il nostro DNA spirituale. Consideriamo che il peccato è l'unico vero male, steccato
che possiamo porre tra noi e Dio, scegliendolo decidiamo per la morte dell'Amore, forza che ci anima.

Autore: Mariagrazia Camassa

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