Discussioni in merito al nuovo spot di Trenitalia sulla divisione in classi dei treni Frecciarossa. Si è espresso in merito l'Onorevole Ugo Lisi
Frecciarossa: quattro nuovi modi di viaggiare. Viene descritta così sul sito ufficiale di Trenitalia la prima novità dell'azienda che inaugura il 2012. Quattro livelli di servizio: Executive, Business, Premium e Standard. Suonano eleganti tutti e quattro, eppure qualcosa che non torna c'è, anche se per comprendere cosa, c'è bisogno di conoscere i dettagli delle quattro classi. Perchè di classi si tratta, senza se e senza ma. I quattro livelli di servizio non sono altro che quelle che fino a oggi sono state chiamate prima e seconda classe, con l'aggiunta di terza e quarta. Quarta appunto, o standard, se a qualcuno suona meglio. A leggere la descrizione del servizio, tutto sembra essere proporzionato al prezzo del biglietto ma in realtà c'è un dettaglio che desta scalpore: il "livello di servizio" Standard è completamente separato dagli altri tre e i clienti della quarta classe una volta iniziato il viaggio vengono avvisati del blocco delle porte tra i vagoni, restando isolati. Una soluzione che suscita polemiche soprattutto se aggiunta al video di promozione del servizio che è stato diramato via web: a rappresentare la prima classe, dove i clienti viaggiano su sedili in pelle reclinabili, cucina e bar, sono stati scelti manager, a rappresentare la quarta, una famiglia di immigrati. Una scelta casuale o meditata per aumentare le richieste di biglietti per le prime tre classi? Immediata l'accusa di razzismo che ha bussato alla porta di Trenitalia, costretta a decidere a ritirare lo spot e già sotto tiro per la decisione di ritirare i treni notte. Ad esprimere il suo parere sulla vicenda, l'On. Ugo Lisi: "È da condividere e sostenere a tutti gli effetti la reazione univoca di contestazione che ha destato in ciascuno di noi il nuovo spot di Trenitalia che ormai, oltre a sbagliare politica dei trasporti sul territorio nazionale, dimostra di non brillare nemmeno dal punto di vista della comunicazione. L'immagine classista, che trasmette quello spot, è un messaggio sbagliato che siamo certi non corrisponde alle valutazioni dell'azienda. In una fase difficile della storia economica italiana in cui i treni potrebbero rappresentare la chiave di volta per continuare a mettere in collegamento persone e beni, la politica industriale e quella dell'immagine di Trenitalia viaggiano in direzione opposta".
Autore: Chiara De Carlo