La situazione delle Università e degli Enti di Ricerca pugliesi si fa drammatica. E' l'allarme che i sindacati di CGIL, CISL e UIL dei comparti interessati hanno lanciato nel sit-in svoltosi questa mattina a Bari in Piazza Diaz. Il punto sulla situazione derivante dai tagli della finanziaria (1 miliardo e mezzo di euro in cinque anni) e dall'emendamento Brunetta che blocca le stabilizzazioni dei precari è stato fatto nell'incontro svoltosi nell'occasione tra i rappresentanti sindacali e la Regione Puglia, rappresentata dall'Assessore al Diritto allo Studio e Pubblica Istruzione, Domenico Lomelo e dal Dott. Davide Pellegrino, Direttore dell'Area Politiche per lo Sviluppo Economico.
Questi ultimi hanno manifestato grande attenzione ai tempi posti dalle Organizzazioni Sindacali e dai lavoratori presenti ed hanno condiviso la grande preoccupazione che non solo i tagli della finanziaria, ma anche il blocco dei fondi europei disposto dal Governo, possa bloccare tutte le attività di ricerca già poste in essere e quelle programmatiche nei P.O.R. Infatti, è stata bloccata l'erogazione relativa al 2006 dei fondi FAS, già impegnati per progetti di ricerca in corso, sono bloccati i fondi FESR di parte statale necessari per il cofinanziamento alle imprese, mentre sul F.S.E. la Regione Puglia ha richiesto al Governo l'autorizzazione all'uso di tali fondi anche per le Università e si è in attesa della convocazione da parte del Dipartimento per le Politiche di Sviluppo del MIUR.
A fronte di tale situazione, l'Assessore Lomelo ha assunto l'impegno di convocare una Conferenza regionale dei Rettori, dei Direttori degli Enti di Ricerca e dei Sindacati che, con la Regione stessa, dovrebbe fare il punto sulle risorse finora investite e sugli obiettivi raggiunti e, soprattutto, analizzare la situazione che si prospetta per individuare le strategie idonee a qualificare l'offerta di formazione e l'attività di ricerca in Puglia. "Resta il fatto – spiega l'assessore - che se non vengono evitati i tagli posti dal Governo e dalla Finanziaria le vie d'uscita sono strettissime o rischiano di non esserci affatto. Per questo resta confermato l'impegno della Regione nei confronti del Governo per non veder privata la nostra Regione di importanti risorse".