Presto nuove regole per gli ambulanti. E’ stata approvata dalla commissione sviluppo economico un disegno di legge che "disciplina il commercio sulle aree pubbliche".
"Questa legge - dice il vice presidente della commissione consiliare, Giuseppe Marinotti (An) - risponde alle esigenze dettate da regole nazionali che riguardano in particolare le procedure di rilascio delle autorizzazioni, i criteri di priorità nell’assegnazione dei posteggi nelle fiere e nei mercati e l’autorizzazione per il commercio ambulante".
Il provvedimento legislativo analizzato dalla commissione, contiene sostanzialmente soluzioni "coerenti" alle indicazioni del decreto nazionale pur tenendo conto delle esigenze specifiche territoriali della nostra regione.
La disciplina contiene due distinti tipi di autorizzazioni, una per chi fa uso di posteggio per l’esercizio dell’attività e l’altra per diverse tipologie. Sono distinti gli ambulanti dei mercati da quelli delle fiere, con la possibilità per entrambi di articolare le scelte merceologiche. La Regione definisce: i criteri e le indicazioni per l’esercizio dell’attività, gli orari, la programmazione, la determinazione delle aree e del numero dei posteggi. I Comuni, invece, hanno competenze che riguardano: il rilascio delle autorizzazioni e delle concessioni di posteggio, la determinazione della grandezza degli spazi da destinare al commercio e le concrete modalità dell’esercizio dell’attività.
Secondo Marinotti gli aspetti particolari da sottolineare di questa nuova legge sono: "l’omogeneità delle procedure che devono seguire i comuni, la concertazione con le rappresentanze sindacali e dei consumatori, la previsione di una generale ricognizione dello stato del commercio su aree pubbliche nella regione al fine di orientare efficacemente lo sviluppo, in una visione moderna che ne esalti il ruolo integrativo nei confronti del commercio in sede fissa".
In sostanza, con 25 articoli suddivisi in sei titoli si presenta più potenziato il ruolo dei comuni, per i quali sono previsti numerosi strumenti di intervento e razionalizzazione, ma soprattutto possono procedere a determinazioni reali, con un’ottica di coordinamento e corresponsabilità di scelte con la Regione.