"La giunta della regione Puglia ha finalmente deliberato lo stanziamento
di fondi per riparare ai danni che le campagne hanno subìto,
in seguito alle gelate del mese di marzo, attivando la legge
185 per le calamità naturali. La gelata nella zona ionica si
è verificata fra il 10 e l'11 e negli ultimi giorni del mese
di marzo e in questi tre mesi - ha commentato aspramente
Francesco Cosentini, direttore della
Coldiretti
di Taranto - di inutile attesa a danno delle centinaia di coltivatori
colpiti". L'ultima parola spetta al Ministero delle politiche
agricole e, se i parlamentari ionici non s'impegneranno
concretamente, saranno necessari altri 8-9 mesi per il decreto
finale. Il 10 giugno a Roma si svolgerà l'audizione sulla
gelata di marzo in Commissione agricoltura della
Camera. (FM)
In questi giorni si è stabilito che verranno seguite
le procedure previste dalla legge in caso di calamità
naturali per i danni provocati dalle 'gelate' di marzo. La
relazione tecnica dell'Ispettorato Agrario era già
pronta da quasi un mese e solo la Coldiretti di Taranto
con ripetute sollecitazioni al presidente della giunta
regionale, al'assessore regionale all'agricoltura ed al
president, è riuscita a smuovere la Regione. La gelata
di marzo aveva devastato vaste aree della zona ionica
provocando i danni maggiori alla produzione lorda vendibile
di agrumi a Massafra (tre miliardi) e a Palagiano (tre
miliardi e mezzo). "Quello della regione Puglia è un
ritardo gravissimo perché gli agrumi colpiti che vanno
reimpiantati avranno bisogno di un periodo che va dai 3
ai 5 anni per tornare ad essere produttivi - ha aggiunto
il direttore Cosentini - e non possiamo permetterci che
passi un intero anno per il riconoscimento dello stato di
calamità naturale!" Dopo questo primo e tardivo
provvedimento emesso dalla Regione, infatti, tutto passa
nelle mani del Ministero delle politiche agricole e, se i
parlamentari ionici non s'impegneranno concretamente,
trascorreranno altri 8-9 mesi per il decreto finale. Il
10 giugno quando a Roma sarà una svolta decisiva perché si
discuterà sulla gelata di marzo in Commissione
agricoltura della Camera.