Su iniziativa dell'assessorato alle Opere Pubbliche è stato costituito un gruppo di lavoro tra i tre assessorati che ha elaborato la mappa delle "zone vulnerabili"
Presentato in conferenza stampa il provvedimento approvato dalla Giunta Regionale del 30.12.2005 e predisposto di concerto con l'Assessorato alle Opere Pubbliche, l'Assessorato alle Risorse Agroalimentari e l'Assessorato all'Ecologia, relativo alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato da nitrati provenienti da fonti agricole.
"È un provvedimento – ha spiegato l'assessore Introna – che coinvolge le politiche dei tre assessorati e ha evitato alla Regione Puglia di incorrere a delle sanzioni della comunità europea. Con questo atto avviamo un'attività che ci permetterà di disciplinare e monitorare l'uso corretto dei fertilizzanti in agricoltura, e questa fase di studio dovrà completarsi entro il 31 dicembre 2006".
"Siamo di fronte – ha dichiarato l'assessore Losappio – ad una normativa comunitaria del 1991 e recepita dal Governo con un decreto legislativo nel 1999. Questa legge prevede l'impegno da parte dell'Ente Regionale di un monitoraggio dei territori agricoli per verificare se l'uso e l'abuso dei fertilizzanti ha creato forme di inquinamento nella falda acquifera. La Regione in questi 14 anni se l'è presa comoda, fino a quando l'Unione Europea ha aperto una "procedura d'infrazione" che avrebbe creato, oltre al pagamento di grosse sanzioni, anche il blocco dei finanziamenti comunitari in materia di agricoltura".
Su iniziativa dell'assessorato alle Opere Pubbliche è stato costituito un gruppo di lavoro tra i tre assessorati che ha elaborato la mappa delle "zone vulnerabili" secondo la quale emergerebbero alcuni territori a rischio come San Severo, Foggia, Cerignola, Andria, Terlizzi e l'arco ionico tarantino (Vinosa, Mottola e Palagianello).
"Ma i compiti per la Regione Puglia – ha concluso l'assessore Losappio – non sono finiti. Adesso occorrerà innanzitutto redigere entro il 31 dicembre 2006 un "Programma d'Azione" che contenga i periodi di divieto di spandimento di fertilizzanti, la capacità di stoccaggio per effluenti allevamento e le limitazioni dell'applicazione al terreno di fertilizzanti secondo il ‘Codice di Buona Pratica Agricola', e successivamente predisporre un controllo e un monitoraggio rigoroso per i prossimi quattro anni".