All’iniziativa parteciperanno moltissimi imprenditori salentini
La sezione Industrie Calzaturiere dell’Associazione degli Industriali di Lecce ha promosso per il 15 giugno p.v. a Bruxelles, con ANCI (Associazione Nazionale Calzaturieri Italiani) e Confindustria, l’organizzazione, in occasione dell’Assemblea della CEC (Confederazione Europea della Calzatura), di una manifestazione pubblica che, richiamando l’attenzione sulla situazione del comparto, porti ad una audizione dal Presidente dell’Unione Europea Jose Manuel Barroso.
All’iniziativa parteciperanno moltissimi imprenditori salentini.
In particolare, di fronte alla perdurante crisi del settore e all’immobilismo istituzionale, si cercherà di sollecitare urgenti decisioni per tutelare le imprese dall’invasione dei prodotti cinesi in Italia.
"Si tratta della prima manifestazione sovranazionale, ha dichiarato Michele Zonno, presidente della sezione Industrie Calzaturiere di Assindustria, e, pertanto, rappresenta un momento chiave, in cui il nostro settore può presentare le proprie istanze a livello europeo": non si può più tergiversare, infatti, sull’applicazione delle misure previste dal WTO per le situazioni di mancato rispetto delle regole del commercio internazionale da parte di paesi "made in Cina" (cosiddette misure antidumping).
"Tutto ciò, ha aggiunto Zonno, anche in considerazione dell’assoluta mancanza di reciprocità per i nostri operatori che incontrano pesanti barriere tariffarie e non tariffarie nelle esportazioni in Cina e soprattutto, alla luce del mantenimento artificioso da parte delle autorità governative cinesi di un tasso di cambio non corrispondente alle proprie dinamiche e ai relativi flussi commerciali e monetari, che, invece, richiederebbero una immediata rivalutazione dello yuan nei confronti del dollaro".
Data l’importanza dell’evento, il vicepresidente del consiglio dei ministri Giulio Tremonti ha garantito la propria partecipazione a Bruxelles, insieme ad altre autorevoli rappresentanze politiche dei governi francese, spagnolo e portoghese.
La difesa degli interessi imprenditoriali italiani ed europei, il diritto ad un mercato libero e concorrenziale nel rispetto di regole uguali per tutti e la contestuale salvaguardia di migliaia di posti di lavoro del manifatturiero pugliese rappresentano un problema scottante a cui va data una soluzione senza ulteriore indugio.