Dopo i rimbalzi degli ultimi tre mesi l'inflazione
scende nel mese di maggio. Gli analisti prevedono,
che i prezzi al consumo dovrebbero registrare un
aumento mensile intorno allo 0,2%, provocando una discesa
dell'inflazione all'1,7% dall'1,8% di aprile. (FM)
Una prima conferma alla previsione di una frenata del
carovita in Italia a maggio '98 verrà oggi dalle
rilevazioni del primo
gruppo delle città campione, Milano, Genova, Venezia,
Trieste,
Bologna, Perugia, Napoli e Bari. Domani sarà la volta
di Torino, Firenze e Palermo. Il dato definitivo nazionale
dell'inflazione di maggio sarà diffuso dall'Istat il 6
giugno. A maggio i rincari potrebbero limitarsi allo
0,1% e in questo caso
la frenata del carovita sarebbe più marcata e farebbe
arretrare l'inflazione all'1,6%. "C'è un pò di inflazione
nei servizi, ma il dato complessivo dovrebbe essere molto
buono e confermare che
l'inflazione resta sotto controllo", commenta Ilaria
Fornari della J.P. Morgan, che suppone un rialzo
mensile dei prezzi dello 0,2%, senza escludere sorprese
al ribasso. Convinto che i rincari si fermeranno allo 0,1
è Paolo Casadio della Banca Bigest, secondo cui i prezzi
di tutte le materie prime, non solo del petrolio, sono
in discesa e allo stesso tempo c'è una diminuzione del
costo del lavoro per unità di prodotto grazie all'aumento
della produttività. "Per le imprese questo
significa - sostiene - poter aumentare i profitti senza
elevare i prezzi e senza ridurre i margini". A contribuire
al buon risultato atteso per maggio ci sono le
diminuzioni dei prezzi delle benzine, che dovrebbero
compensare
quelli delle tariffe delle autostrade. Qualche spinta
al rialzo
potrebbe venire dal settore mobili e arredamento. Contenuti
dovrebbero
essere anche gli aumenti degli alimentari, che dopo essere
scesi
per tutto il corso del '97 ora si stanno assestando. Altri
aumenti potrebbero venire, infine, dal settore alberghi,
ristoranti e bar, soprattutto con l'avvicinarsi del periodo
estivo.
La dinamica dei prezzi complessivamente resta fredda e questo
dovrebbe agevolare il contenimento dell'inflazione per il '98
a una media poco sotto il 2%. La tendenza, secondo Ilaria
Fornari, è confermata anche dalle 'intenzioni' delle
imprese a
contenere gli aumenti dei listini rilevate dall'Isco,
oltre dal
fatto che i prezzi alla produzione restano molto bassi.