Il 26 ottobre Vendola sarà interrogato e, nello stesso giorno, sarà sentito come testimone il legale rappresentante dell'Azienda sanitaria
L'avvocato che rappresenta il Codacons di Lecce, Massimo Todisco, ha trascinato il Presidente delal Regione Puglia in Tribunale per la questione della Pet Tac. Oltre un centinaio nella provincia di Lecce, 35 in tutto quelli che si sono rivolti all'associazione dei consumatori, promuovendo cause collettive contro la Regione. I cittadini si sono rivolti a strutture private sborsando dagli 800 ai 1200 euro. A Lecce è completamente disatteso il regolamento regionale che impone la presenza di due Tac (una pubblica e una privata) per ogni bacino d'utenza superiore alle 750mila unità. Negli ospedali salentini la macchina diagnostica è un'utopia e i malati sono costretti a spostarsi almeno fino a Brindisi oppure a ricorrere alle strutture private. Primo fra tutti il Centro Calabrese di Cavallino, in convenzione con l'Asl fino al dicembre 2010 e poi, di nuovo, da qualche giorno fa, con un buco nell'utilizzo della Pet Tac in convenzione di nove mesi.
Durante quel periodo i pazienti oncologici che avevano bisogno di monitorare l'andamento della malattia, senza sottostare a liste d'attesa di due o tre mesi in altri ospedali pugliesi, hanno dovuto semplicemente pagare e ora la Regione è chiamata ad assumersi le sue responsabilità. Il 26 ottobre Vendola sarà interrogato e, nello stesso giorno, sarà sentito come testimone il legale rappresentante dell'Azienda sanitaria. Inutile, a detta del giudice, l'ascolto dei medici che avrebbero dovuto rappresentare l'urgenza dell'esame per i ricorrenti, perché la necessità si evince, in tutta la sua drammaticità, dalla documentazione medica allegata al ricorso.
E, ove i certificati non bastassero, c'è un'evidenza ancora più triste: la morte di uno dei cinque pazienti che hanno promosso l'azione legale, stroncato dal tumore al pancreas a 68 anni. Un'altra azione legale è stata invece promossa dal Codacons a Taranto e riguarda le lunghe file di cittadini che nei giorni scorsi hanno chiesto alla Asl l'esenzione del ticket. "Un ufficio pubblico - scrive il Codacons - deve essere in grado di far fronte alle richieste dei cittadini e, se tali richieste sono numerose, deve potenziare il proprio organico o allungare gli orari di apertura, senza ripercussioni per l'utenza". Alla Procura viene chiesto di verificare l'ipotesi di interruzione di pubblico servizio e maltrattamenti ai danni dei cittadini.