L'anno 1997 rappresenta "la grande fuga" del risparmio
delle famiglie italiane dai titoli pubblici. I piccoli
investitori - confermano i dati pubblicati dalla Banca
d'Italia - preferiscono sempre più le azioni e si affidano
in misura sempre maggiore agli intermediari finanziari
specializzati. Anche le attività sull'estero aumentano:
nel 1997 hanno raggiunto il 5,5% del totale degli
investimenti contro il 4,2% del 1996. Le quote di fondi
comuni rappresentano l'8,9% dei risparmi rispetto al
5,3% di fine 1996. Se ai fondi comuni si sommano le riserve
tecniche delle assicurazioni e delle "altre attività
finanziarie", la quota passa dal 15,5 al 19,4 %,
attestandosi sui valori della Francia (19,9% nel '96) e
avvicinandosi alla Germania (27,7%). (FM)L'anno 1997 vede passare i risparmi delle famiglie
italiane dai titoli pubblici dei bot agli investimenti
in borsa. I piccoli
investitori - confermano i dati pubblicati dalla
Banca d'Italia - preferiscono sempre più le azioni
e si affidano in misura sempre maggiore agli
intermediari finanziari specializzati. Anche
le attività sull'estero aumentano: nel 1997 hanno
raggiunto il 5,5% del totale degli investimenti
contro il 4,2% del 1996. Le quote di fondi comuni rappresentano l'8,9% dei risparmi rispetto al 5,3% di fine 1996. Se ai fondi comuni si sommano le riserve tecniche delle assicurazioni e le ''altre attività finanziarie'' la quota passa dal 15,5 al 19,4 %, attestandosi sui valori della Francia (19,9% nel '96) e avvicinandosi alla Germania (27,7%). Le cifre del passaggio dei 'bot-people' a Piazza Affari emergono dalla relazione annuale del Governatore Fazio. Tra le cause di questa spinta dai tranquilli lidi dei reddito fisso al mare piu' mosso della Borsa Bankitalia individua l'abbassamento dell'inflazione, la riduzione del differenziale con i rendimenti esteri, la contrazione dell'offerta di titoli pubblici. Nel '97 il saldo finanziario delle famiglie e' cresciuto da 154.300 a 157.900 miliardi mentre l'esigenza di liquidita' ha portato ad un aumento dei depositi a vista di 27.100 miliardi e ad una riduzione di quelli a medio e lungo periodo (colpiti dalle nuove aliquote fiscali) pari a 97.200 miliardi. Gli investimenti in titoli pubblici sono diminuiti di oltre 111.000 miliardi, mentre c'è stato un aumento delle obbligazioni bancarie (90 mila miliardi) ed un forte afflusso verso i fondi comuni da 58.300 a 143.200 miliardi. La riduzione dell'autofinanziamento, sommata alla ripresa degli investimenti ha provocato inoltre una crescita del fabbisogno finanziario dallo 0,5 all'1,5% del pil.
Ecco una tabella che illustra la composizione percentuale del risparmio delle famiglie italiane nel '97:
ATTIVITA' 1997 1996 - biglietti e monete 2,4 2,5 - depositi a vista 10,0 10,4 - altri depositi (bancari-post.) 12,6 16,7 - pronti contro termine 2,3 2,5 - titoli a breve 5,0 7,4 - titoli a medio e lungo 19,7 20,7 (di cui: di stato) 12,5 15,2 - quote fondi comuni 8,9 5,3 - azioni e partecipazioni 23,0 20,3 - attività all'estero 5,5 4,2 - riserve premi assicurativi 5,6 5,1 - altre attività 4,8 5,0.