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Decreto Cura Italia, Confartigianato Imprese Lecce: Bene per partire ma non basta

Data: 17/03/2020 - Ora: 12:07
Categoria: Economia

Le aziende non stanno producendo perché non ci sono i consumi

"È un decreto d’urgenza e i primi effetti saranno sicuramente benefici ma questi provvedimenti non possono bastare». Il presidente di Confartigianato Imprese Lecce Luigi Derniolo commenta il decreto "Cura Italia" che contiene le misure economiche per rispondere all'emergenza sanitaria del coronavirus.

«Le piccole e medie imprese stanno vivendo un momento di difficoltà senza precedenti e per questo hanno bisogno di aiuti concreti e risposte adeguate - sottolinea il presidente Derniolo -. Le misure varate dal Governo sono "briciole" rispetto alle necessità reali di tutto il comparto produttivo. Occorrono provvedimenti davvero importanti che scongiurino le chiusure delle aziende e le perdite di posti di lavoro».

Per quanto riguarda le misure a sostegno dell'occupazione, la difesa del lavoro e del reddito sono previste risorse per 1,3 miliardi per il Fondo di Integrazione salariale e 3,3 miliardi per la cassa integrazione in deroga. Sul sistema del credito e l'agevolazione dell'erogazione di liquidità ci sarà la sospensione delle rate di mutui e dei prestiti, con garanzie pubbliche. In campo fiscale è stata confermata la sospensione degli obblighi di versamento di tributi e contributi. Per gli autonomi e i liberi professionisti sono stati stanziati circa 3 miliardi a tutela del periodo di inattività.

«L’impatto di questo decreto lo vedremo tra un paio di mesi ma non sarà tutto rosa e fiori. Purtroppo, a oggi, non sappiamo quando l’emergenza finirà. Per questo bisognerà mettere a disposizione delle imprese più risorse. Altri stati europei, che non sono nelle nostre condizioni, stanno stanziando molte più risorse – aggiunge il presidente Derniolo -. Recuperare l’inattività di questo periodo non sarà facile. Le aziende non stanno producendo perché non ci sono i consumi, e la liquidità dei consumatori presto finirà perché non si lavora. Bene per partire, quindi, ma non basta. Bisogna programmare pensando al futuro con un progetto di medio e lungo termine che deve tenere conto non solo dei prossimi mesi ma anche del primo semestre del 2021 che sarà indubbiamente condizionato da quello che accade oggi».

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