Il sindacato critica il piano regionale di sviluppo presentato
da Rastrelli. I segretari generali di
Cgil,
Cisl e
Uil
della
Campania,
Antonio Crispi, Nicola Martino ed Enrico Cardillo, in
una conferenza stampa hanno più volte espresso giudizi negativi
sul documento, che - sostengono - ''si limita a fotografare
l'esistente, presenta indagini datate e non fa scelte di campo
sul terreno dello sviluppo''. ''La proposta - ha detto Martino -
va valutata tenendo conto degli elementi contraddittori che
contiene. Innanzitutto va sottolineata la limitazione degli
ambiti territoriali e settoriali a cui la proposta si
riferisce''. Le proposte del sindacato, invece - sottolinea il
leader regionale della Cisl - puntano a rilanciare l'apparato
produttivo della Campania, a fare un'operazione di riequilibrio
tra le zone interne e la fascia costiera, ad un allargamento
della platea delle imprese attraverso una serie di sostegni e
di incentivi, al completamento delle opere infrastrutturali che
riguardano anche le aree interne, all'approvazione della legge
per i distretti industriali ed il consorzio Asi, al sostegno
per la piccola e media impresa''. (FM)
''Il sindacato - ha rilevato
Cardillo - vorrebbe discutere con il governo regionale di un
documento che abbia il conforto della giunta e che sia portato
all'attenzione del Consiglio. Un documento di intesa
istituzionale, ma soprattutto un piano regionale di sviluppo che
realmente individui settori, ambiti territoriali e ricadute
occupazionali per lo sviluppo futuro della nostra regione. Noi
chiediamo al presidente Rastrelli di aprire un confronto di
merito con il sindacato, sulla scorta di un aggiornamento di
questo documento, evitando di considerare la concertazione, il
confronto con il sindacato come un aspetto residuale''. ''In
tre anni, come lo stesso Rastrelli ha riconosciuto - ha
ricordato Crispi - questa Regione non ha prodotto. Con lo
sciopero del 20 marzo abbiamo segnalato alcune questioni
fondamentali per lo sviluppo. Rastrelli ha presentato
un'intesa
programmatica, istituzionale. Lo strumento è buono, bisogna
però riempirlo di contenuti. Il documento presenta molti
limiti, sta fuori dal tempo e deve necessariamente essere
portato ad una dimensione regionalista. La questione adesso è
tutta nelle mani di Rastrelli che però ha limiti di
interlocuzione con Giunta e Consiglio''.