"La situazione del comparto tessile abbigliamento e calzaturiero italiano è davvero difficile, ma ad aggravarla contribuisce, più di ogni altra cosa, la concorrenza sleale"
"La difesa del marchio è oggi anche la difesa delle imprese, del mercato e dell'economia territoriale". Così ha dichiarato, all'indomani dell'arresto di imprenditori e commercianti che mettevano in vendita prodotti dalle griffe contraffatte, il presidente di Assindustria Lecce Salvatore De Riccardis.
"La situazione del comparto tessile abbigliamento e calzaturiero italiano è davvero difficile, ma ad aggravarla contribuisce, più di ogni altra cosa, la concorrenza sleale: i competitor che stanno disgregando il nostro manifatturiero, però, non provengono solo dall'estremo oriente; i nostri prodotti debbono difendersi anche da quelle aziende nazionali che scelleratamente immettono sui mercati manufatti contraffatti, incidendo pesantemente sull'economia locale e danneggiando l'immagine e la qualità del Made in Italy".
"Tali comportamenti devono essere condannati sempre e con fermezza. Ed è per tali ragioni che l'Assindustria di Lecce, plaudendo al successo dell'operazione ‘Waterloo', auspica che la Guardia di Finanza e le altre forze di polizia proseguano nel loro proficuo impegno per la tutela del Made in Italy".
"Al di là dell'episodio concreto, però, sappiamo tutti che la situazione del TAC italiano è critica; nel nostro territorio in particolare, urge, prima di tutto, l'attuazione del Programma Quadro, che dia respiro alle nostre aziende e possa premiare chi persegue la via della legalità e della qualità. Come Assindustria, continua De Riccardis, abbiamo sempre agito per promuovere tra le imprese associate la cultura della legalità e della salvaguardia dei marchi; è un qualcosa che fa parte del Dna della nostra associazione".
La Confindustria, nel luglio scorso, infatti, ha sottoscritto con la Guardia di Finanza un protocollo d'intesa, istituzionalizzando un rapporto di collaborazione per il contrasto delle violazioni della normativa in materia di marchi e di diritto d'autore. Attraverso questo protocollo e mediante un costante flusso di informazioni, le Associazioni territoriali possono comunicare ogni tipo di illecito, abuso ed irregolarità alla Confindustria che, nel rispetto dei criteri di riservatezza, potrà segnalare quelle imprese che, producendo, distribuendo o commercializzando merce contraffatta, competono sul mercato in maniera illegale, oltre che sleale.