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Nove branchi di lupi nel Salento, lo studio e la protezione

Data: 15/06/2026 - Ora: 11:55
Categoria: Attualità

lupi

Sono i principali risultati emersi dal progetto Hic Sunt Lupi

I lupi nel Salento costituiscono un nucleo sparso per tutto il territorio. Nove branchi di lupo e una dieta varia e opportunistica, basata in maggioranza su fauna selvatica e animali rinselvatichiti ma con una rilevante presenza di fauna domestica. Sono i principali risultati emersi dal progetto Hic Sunt Lupi, presentati durante un incontro che si è tenuto nei giorni scorsi, presso l’open space di Palazzo Carafa, a Lecce.

Le attività hanno incluso monitoraggio ecologico, analisi spaziali, studio della dieta, coinvolgimento degli stakeholder, decine di incontri informativi, oltre alla realizzazione di materiale divulgativo destinato a cittadini, istituzioni e aree parco.
La dieta del lupo salentino

L’analisi ha individuato 21 diverse componenti alimentari, confermando un comportamento alimentare molto vario. Le specie più frequenti nella dieta risultano la volpe, la capra, il cinghiale o maiale inselvatichito, la pecora, i piccoli lagomorfi e i roditori.

Un peso significativo è rappresentato dalle cosiddette specie ferali, ovvero animali che appartengono a specie domestiche ma vivono e si riproducono liberamente in natura. La presenza di specie domestiche nella dieta, precisano i ricercatori, non implica automaticamente una predazione diretta: in molti casi il lupo può nutrirsi di carcasse o resti animali non correttamente smaltiti.
Nove branchi sul territorio

Manca, inoltre, il riscontro genetico che potrebbe chiarire con certezza la consistenza dei branchi e l’eventuale presenza di ibridi. Le stazioni con maggiore attività sono risultate l’areale di Otranto, quello di Porto Selvaggio e quello di Gallipoli, con presenze rilevate anche a Le Cesine, Torre Veneri, Arneo e Capo di Leuca.
Coinvolgimento dei cittadini

Il progetto non si è limitato alla ricerca scientifica. Nel corso delle attività sono stati organizzati 39 incontri pubblici, quattro workshop tecnici con gli stakeholder e attività dedicate alle scuole, con il coinvolgimento di sei plessi scolastici e 264 bambini.

"Il progetto Hic Sunt Lupi ha rappresentato un primo modello di gestione integrata del ritorno del lupo sul territorio salentino, al fine di favorire un equilibrio tra conservazione della biodiversità, tutela di una specie protetta, attività umane e sicurezza", ha detto l’assessore regionale all’ambiente e al clima, Debora Ciliento. "Molto importanti, oltre alla raccolta di dati scientifici che hanno permesso di comprendere abitudini e caratteristiche del lupo salentino – ha aggiunto –, le campagne di comunicazione con il coinvolgimento degli stakeholder e della cittadinanza, così da contrastare la disinformazione e promuovere una corretta condivisione delle buone pratiche per una convivenza sostenibile tra il lupo, il territorio e le comunità locali".
Da Hic Sunt Lupi a Wolf Puglia.

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