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Ilva. Vendola tirato dentro nelle connivenze, Assennato lo assolve

Data: 27/11/2012 - Ora: 12:59
Categoria: Politica

Vendola

Assennato (Arpa): mai avuto pressioni da Vendola e il suo staff

Le polemiche corrono sul web come in tv, le intercettazioni dicono e non dicono, si cerca di tirare dentro il disastro dell'Ilva anche il Presidente Vendola, questo è chiaro. Cosa ci sarà di vero lo potrà stabilire solo la magistratura, al momento Vendola non è neppure indagato ma tant'è si dice. Si dice che teneva al contatto con Archinà, l'uomo istituzionale dell'Ilva da ieri in carcere, si sentivano spesso e i contatti erano protesi a tenere in piedi l'azienda, teneva a far sapere che "non si è defilato", e ancora i giudici di Taranto pensano che abbia fatto pressione su Assennato, capo dell'Arpa, sui controlli troppo scrupolosi da determinare guai seri all'azienda, Insomma, la Procura lo tira dentro l'inchiesta in un coervo di complicità, di connivenze, insabbiamenti. Lo stesso Vendola oggi dichiara: "'Per ciò che attiene l'inquinamento industriale, negli otto anni del mio governo la Regione ha cercato di squarciare il velo della reticenza e dell'omertà.

Nel pieno di questa burrasca, bisogna provare a tenere insieme il fondamentale diritto alla salute e alla qualità ambientale per la comunità tarantina e il diritto al reddito e alla vita per migliaia e migliaia di operai''.

''Abbiamo posto l'Ilva - ha spiegato Vendola - di fronte alle proprie responsabilità, anche invadendo competenze che sono esclusive dello Stato: ci siamo occupati di diossine, di benzopirene, di polveri sottili, ci siamo occupati, cioè, della realtà di un inquinamento industriale che si trasforma in cancro, in tumori, in morte. Lo abbiam fatto, ovviamente, con la cautela di chi intende difendere un sito produttivo a cui è legata tanta parte dell'economia pugliese e nazionale''. E proprio legata a quest'ultima dichiarazione si inserisce il quadro disegnato dalla Procura di Taranto secondo cui emergerebbero connivenze tra la società e lo stesso Vendola.

Secondo il Presidente della Regione Puglia ''oggi, in questo passaggio cosi' drammatico, mentre ci sentiamo vicini agli operai che vivono con angoscia la prospettiva della perdita del proprio posto di lavoro, ci permettiamo di lanciare un appello al Governo: piuttosto che immaginare di attivare conflitti ulteriori tra diversi organi dello Stato, piuttosto che agire una contesa brutale con la magistratura, io penso che sia molto importante, provare a operare in positivo su quel tema che noi abbiamo recepito in una legge che e' la valutazione del danno sanitario. Si consenta di convogliare su Taranto gli ispettori dell'Istituto Superiore di Sanita', che insieme ad Arpa e alla Asl possono valutare qui e ora qual è l'attualità del rischio sanitario e su quello ordinare interventi immediati''.

Tornando alla giornata di ieri, sempre Vendola chiedeva ad Assennato se mai avesse ricevuto pressioni. Ed ecco che oggi Assennato scrive alla stampa: "Mai ricevuto pressioni da Vendola e dal suo staff". Il gip Todisco scrive tra l'altro di ''un'attenta regia'' del Presidente della Regione Puglia, per rendere piu' 'accomodante' Assennato, dopo che nel giugno 2010 questi aveva affermato la necessita' di ridurre la produzione Ilva a Taranto per ridurre le emissioni inquinanti. Sempre ieri sera, mentre si consumava in diretta la tragedia dell'impianto e le decisioni prese dagli operai di un'assemblea permanente malgrado la serrata dei proprietari, sempre all'Infedele il capo della Fiom da Taranto teneva a precisare: "Se c'è un'istituzione che attraverso l'emazione di leggi ha denunciato il disastro ambientale e ha messo dei paletti per ridurre al minimo l'impatto ambientale a Taranto quello è stato Vendola".

Insomma, non mancano coloro che sono pronti a testimoniare che in questo disastro completo, tra ambiente e lavoro, il Presidente Vendola non c'entri nulla ma ogni dubbio, ogni ombra va fugata e la via giudiziaria sembra la strada migliore. Questo è il minimo che si deve, il minimo che ogni pugliese chiede, senza se e senza ma.

Autore: Maria Nocera

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