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Maglie-Otranto, la protesta degli operai Palumbo

Data: 17/07/2012 - Ora: 16:58
Categoria: Economia

Maglie-Otranto e la protesta degli operai

Anche l'Ance contro la mancata partenza dell'opera

Da giorni gli operai del gruppo 'Palumbo', l'azienda che si è aggiudicata l'appalto per l'ammodernamento della strada Maglie-Otranto, protestano per strada per sollecitare l'avvio dei lavori. La manifestazione è in corso al km 4 della Maglie-Otranto, nel tratto individuato per l'inizio del cantiere. I lavoratori sono sostenuti nella iniziativa dai rappresentanti sindacali di categoria Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil. La decisione di mettere in sicurezza l'ultimo tratto della statale 16, nel tratto che collega Maglie a Otranto, risale ad oltre 10 anni fa. Il progetto prevede un allargamento a quattro corsie e una serie di svincoli per entrare ed uscire dalle zone abitate. L'inizio dei lavori è stato ostacolato finora da questioni burocratiche, fino a giungere, un paio di anni fa, al problema sollevato dagli ambientalisti che vogliono tutelare gli ulivi, circa 8mila piante, che si trovano nella zona e che, qualora dovessero iniziare i lavori, verrebbero espiantati e dati ai Comuni che ne hanno fatto richiesta.

Ora a dire la propria anche l'Ance Lecce: "La non ancora avvenuta cantierizzazione della Maglie-Otranto - afferma - è la prova provata che in Italia deve essere recuperata l'ordinarietà ed avviata una nuova stagione di responsabilità.
L'investimento pubblico in edilizia da sempre assume appieno quelle caratteristiche di anticiclicità che consentono di essere particolarmente efficaci in una fase di stagnazione economica, rivestendo un ruolo di stimolo e di catalizzatore della ripresa.
In questi momenti, quindi, non si sente proprio il bisogno di interventi di interdizione che bloccano programmi già passati al vaglio positivo dei soggetti pubblici competenti.
Se un progetto, un programma, una pianificazione sono stati approvati da chi è chiamato istituzionalmente a farlo, non si capisce perché ci debbano essere ulteriori spazi per inficiarne l'attuazione.
Non si può pensare di ritardare, per poi magari rinunciare, la realizzazione delle opere pubbliche decise, bandite ed aggiudicate sol perché si promuovono resistenze in fase attuativa, accampando a pretesto complicazioni, astrusità, intoppi, intralci: è solo questione di logica e di buon senso.
Altrimenti la prospettiva è l'ingorgo, che significa paralisi, l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno".

Autore: Maria Nocera

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