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I frigoriferi della Whirpool al Must accendono la polemica

Data: 19/06/2012 - Ora: 16:04
Categoria: Politica

Il Diogene

Al Must di Lecce gli spazi concessi alla multinazionale

La cultura un tot al lavaggio. A Lecce si può, a Lecce è Must. Nel senso che uno spazio del Museo ubicato all'ex Monastero di Santa Chiara, il Must appunto, è stato adibito a esposizione di lavatrici, forni a microonde e frigofori della Whirpool. Stupore e meraviglia tra chi la cultura da sempre la mastica e tra sè pensa che i centri come il Must debbano servire ad altro, tra mostre, incontri, spazi aperti, agorà. Ma tant'è, il mercato può anche questo, annacquare il libero pensiero e traghettare tutto verso il Dio denaro. Poi, non chiediamoci quale sia la differenza tra un Museo ed Euronics perchè, almeno noi, non sapremmo rispondere.

Le elezioni amministrative si sono tenute da poco, Paolo Perrone ha ottenuto il 64 per cento dei voti, in controtendenza ai dati nazionali, il Pdl si è imposto senza dare scampo ad un'opposizione mai convinta di vincere veramente, anzi, dove il Partito Democratico è ai minimi storici con gli strascichi interni che ne sono derivati, commissariamenti e indignati annessi. Quando si vince così a mani basse l'opposizione non la si ascolta neppure, tanto quanto vale? Poco, forse, nulla, dipende. E così Carlo Salvemini, candidato sindaco, dopo aver mancato di poco lo scontro con la candidata ufficiale Loredana Capone nelle primarie del centrosinistra, ricomincia dal suo profilo Facebook, ad attaccare, a fare i suoi appunti su quello e su quello: sull'unico assessore donna, sul quasi primato di Lecce a non avere la giunta dopo più di un mese, sì, ma i commenti degli amici tiepidi, nulla di nuovo in fondo in una città conservatrice e in un certo senso, sonnecchiante.

Poi, arriva la Whirpool nel Must, una foto scattata da un amico, il commento di Carlo e tutto cambia. Il profilo si infiamma, prende corpo l'indignazione , l'incredulità la fa da padrone e arriva, persino, la risposta del sindaco: "Non mi scandalizza di mettere a disposizione un'ala del museo non ancora attiva ad una multinazionale degli elettrodomestici. Questa presa di posizione di Salvemini mi fa comprendere che l'atteggiamento dell'opposizione non è cambiato nonostante la legnata tra i denti che hanno preso. Da un punto di vista egoistico questo va a mio favore."

Salvemini a questo aggiunge: "È difficile capire perchè non si concede in città l'uso dell'Open Space ad un'associazione come Lecce20dodici per un progetto come +lecce nei quartieri, e si trovi naturale assegnare sale del Museo Storico a presentazoni commerciali. Forse la legnata nei denti mi ha tolto lucidità!".

I commenti non si risparmiano e il "caso" sembra aver acceso la lanterna di Diogene.

Autore: Maria Nocera

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