Unione Italiana Ciechi. Agitazione e richieste per la Asl
La sezione di Lecce dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, con una conferenza stampa, chiede alla Asl delucidazioni su alcune questioni inerenti all'istituto

L'Associazione leccese dell'Unione italiana Ciechi e Ipovedenti è in agitazione. Queste le motivazioni: la Asl intende chiudere il “Centro di recupero e riabilitazione per l’ipovisione” operante presso l’Istituto per Ciechi Anna Antonacci ed aprirne uno simile presso l’Ospedale “Vito Fazzi”. Ma non solo. L'agitazione nasce anche per il mancato trasferimento dei fondi della legge 284 che invece di giungere all'Istituto, vanno direttamente alla Asl senza essere re-indirizzati. "La Asl non comprende le nostre ragioni- ha detto Antonio Maggiore, Presidente dell'Unione Italiana Ciechi- e noi non capiamo il perchè il Centro debba essere trasferito al “Vito Fazzi”. Molti hanno problemi di accompagnamento ed avere le strutture vicine è un enorme vantaggio, sia in termini di tempo che di denaro. Inoltre, la costruzione di questo nuovo centro avrà un costo". In merito ai fondi della 284 invece, ha detto: "Una volta presi dalla ASL si perdono. E noi continuiamo a lavorare con i nostri fondi esigui. Ma perché tutto questo?» In più, Maggiore, comunica che sussiste un ritardo nelle assunzioni di terapisti e centralinisti non vedenti e il fatto che le richieste fatte dall'istituto non vengono prese in considerazione. "Esattamente il 30 Ottobre 2011 ho avuto un colloquio con il direttore Valdo Mellone, che è stato molto gentile col sottoscritto, promettendomi la sua disponibilità a risolvere la questione- ha proseguito Maggiore- Oggi siamo a Gennaio 2012 e ancora devo ricordargli l’impegno che ha preso con l’Associazione, dicendo che noi siamo solo uno dei 136 Centri presenti nella provincia di Lecce. Il fatto è che ASL non ha la sensibilità per parlare con noi, noi siamo ciechi, ma l’azienda sanitaria fa la sorda".
25/01/2012
Chiara De Carlo
Scarica la foto a dimensioni reali (314 x 235px)