
Temi complessi e particolarmente difficili soprattutto nell’impatto con il grande pubblico. Ma ad Otranto ci stanno provando. 180 i partecipanti (giornalisti, studiosi, ricercatori) provenienti da paesi europei ma anche extraeuropei che per sette giorni tra workshop interattivi, sessioni tematiche e incontri pubblici stanno analizzando e approfondendo i diversi aspetti legati all’espandersi delle mafie a livello globale. Ma la sfida, per Flare e la regione Puglia, andrà oltre l’edizione sperimentale di quest’anno.
Dal 2011 infatti – così come sottolineato in conferenza stampa dall’assessore alle politiche giovanili e cittadinanza sociale della regione Nicola Fratoianni – “la Puglia ospiterà stabilmente il forum internazionale diventando così punto di riferimento per tutti coloro che studiano e lavorano su questi temi. A tutto ciò affiancheremo, e questa è la grande novità, anche la prima edizione di una Summer school, (quindici giorni con crediti formativi) in collaborazione con le università pugliesi e quelle italiane. Un percorso che rafforzerà l’idea della Puglia quale territorio d’eccellenza non solo per le politiche di contrasto alla criminalità organizzata e per le politiche sociali ma anche per le politiche formative”.
“Sono particolarmente orgoglioso – ha detto il presidente Vendola – che la Summer school nasca in Puglia. E non sarà, vi assicuro, un evento retorico o una sfilata di divi”. Per il presidente “è importante agganciare l’Europa che ha occhi per guardare perché la capacità dello sguardo è un fatto politico. Quando il procuratore Laudati ci aiuta a ricostruire la visione dei fenomeni criminali in Puglia, lo fa offrendoci la visione d’insieme, il mosaico e non i piccoli tasselli. Ecco occorre su questi temi uno sguardo lucido. Per molto tempo è stato obnubilato. E noi qui in Puglia vogliamo ricostruire una macchina ottica per costruire un’altra Europa”.
L’esperienza di Flare è la proiezione europea dell’associazione Libera di don Luigi Ciotti. Due i riferimenti citati da lui in conferenza stampa. Il generale Carlo Alberto Della Chiesa (domani è il 25esimo anniversario della strage di mafia) e don Tonino Bello. Il primo per il suo sguardo lungo sulle mafie e per la necessità da lui evidenziata sin da allora che “lo Stato assicurasse i diritti ai cittadini per sottrarli alle mafie che ne fanno invece dei favori ai cittadini” e il secondo per “la convivialità delle differenze e per l’affermazione della pace e dei diritti”.
Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il presidente di Flare Michele Curto che ha ricordato le tre direttive principali attraverso le quali sviluppare il percorso di conoscenza e approfondimento di questi temi, e cioè le relazioni, la partecipazione e la narrazione e Vittorio Agnoletto direttore degli eventi culturali di Ole che ha voluto ricordare la figura di Toni Fontana, il giornalista dell’Unità stroncato da un infarto la notte scorsa proprio mentre si trovava ad Otranto per seguire e intercettare nuovi spunti di riflessione (l’anno prossimo ci sarà una sessione di Flare dedicata proprio a Fontana)”.
02/09/2010
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