Caro Direttore,
nella primavera del 2006, a pochi mesi dal mio insediamento come direttore generale di Arpa Puglia, in una riunione pubblica alla presenza del Presidente Vendola , riferendomi alla situazione tarantina, osservai che un nano (il dipartimento ARPA di Taranto) aveva l’improbo compito di controllare diversi giganti (i grandi stabilimenti ad alto impatto ambientale presenti nell’area). A distanza di 4 anni, quel nano è diventato un giovanotto di belle speranze, che ha al suo attivo una già rilevante e proficua esperienza in materia di controlli ambientali. Grazie al lavoro dei propri professionisti, ARPA è riuscita ad accreditarsi come organo tecnico-scientifico autorevole scientificamente e autonomo rispetto a tutti i poteri. Ci siamo posti l’obiettivo di fornire una base fondata sull’evidenza scientifica a fronte di una crescente percezione soggettiva dei rischi ambientali e sanitari. Nello scorso autunno, con la locale ASL abbiamo organizzato un evento scientifico unico in Italia con la partecipazione di scienziati nominati dall’ILVA e di scienziati individuati dalle associazioni ambientaliste e da noi invitati, che hanno affrontato insieme ai professionisti locali i problemi (ambientali e sanitari) delle diossine.
Questo risultato non è dovuto alla particolare abilità di un singolo, ma è attribuibile a un faticoso lavoro di squadra, che ha visto impegnati i tecnici che hanno effettuato i difficili campionamenti in quota per il monitoraggio delle diossine, i tecnici impegnati nei campionamenti delle matrici ambientali, i tecnici impegnati nei laboratori, i chimici, fisici, biologi e ingegneri, il personale amministrativo e tutti gli operatori che ogni giorno si prodigano in una persistente gravissima carenza di organico per soddisfare il bisogno di prestazioni ambientali nell’area. Tutto questo lavoro è stato vanificato, smantellato, bruciato (blown-up) ieri sera, quando il suo co-conduttore ha verosimilmente convinto i tarantini con la forza del suo mestiere di giornalista navigato che “ l’ARPA è inaffidabile”.
Avrebbe potuto legittimamente criticare l’agenzia in tanti modi: affermare che i controlli sono carenti, incompleti, poco informativi. Magari avrebbe potuto rivolgere anche a me espressioni simili a quelle rivolte al Presidente della Provincia di Taranto. Ha voluto invece delegittimare un intero organo tecnicoscientifico di pubblica utilità: come se avesse consigliato ai tarantini di non rivolgersi in caso di urgenza sanitaria ai presidi pubblici di pronto soccorso, perché gestiti da medici inaffidabili professionalmente.
Questo approccio è un attacco diretto alle istituzioni pubbliche e alla coesione sociale: è una magistrale apologia del nichilismo se non addirittura un sostegno indiretto alle pseudomotivazioni sociologiche che possono essere alla base della disperazione sociale e del terrorismo. Mi consenta infine di riferirle che provo orrore per una trasmissione sulle trivellazioni petrolifere in cui si polemizza su diossine e benzopirene come se ci fosse un legame: un efficace esempio di allarmistica disinformazione.
Il suo estimatore,
Giorgio Assennato
Direttore generale Arpa Puglia
07/05/2010
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