02/09/2010 20:49:45

Mega torri eoliche anche nel Canale d’Otranto a largo di Tricase, Italia Nostra: una follia

E’ soltanto una follia, l’impatto sugli uccelli sarebbe intollerabile e di gravità inaudita e di portata internazionale.

La Regione Puglia si fermi e indica la moratoria di tutti i progetti di impianti industriali di mega-eolico e mega-fotovoltaico previsti in mare e sulla terraferma, prima di commettere, senza pianificazioni, l’ennesimo crimine ambientale! Pensare di collocare mega-torri eoliche di decine e decine di metri di altezza al largo della costa salentina nel bel mezzo del Canale d’Otranto è semplicemente una pazzia, un attentato ai danni dell’avifauna, degli uccelli, di portata immane e di gravità internazionale, per cui chiameremo anche l’Europa intera, e la giustizia europea a pronunciarsi se sarà necessario! Il Canale d’Otranto, stretto di mare tra l’Adriatico e lo Ionio, dove le coste balcaniche distano, soltanto, 70 - 80 km dalla Penisola Italiana, costituisce certamente uno dei più importanti tratti di mare per confluenza e addensamento delle rotte migratorie internazionali, del Sud-Italia, la cui importanza biologica strategica è sancita da diversi trattati internazionali, tra cui la Conferenza di Ramsar del 1971, sottoscritta dall’Italia.


E’ il Salento crocevia nel Mediterraneo per la sua particolarissima conformazione e posizione, luogo di approdo, stazionamento, passaggio e partenza per centinaia di specie di uccelli migratori, che si spostano ciclicamente in tutt’Europa e nel Mediterraneo, e tra Europa, Africa e Asia. Inoltre è risaputo, evidente e testimoniato da innumerevoli studi scientifici, che si accumulano giorno dopo giorno, il grave e mortale impatto che le torri eoliche del tipo in previsione nel Canale d’Otranto, a largo di Tricase, hanno sui volatili. Se già è grave il rischio di intercettazione casuale delle pale dei rotori degli aerogeneratori con le rotte di volo degli uccelli, la gravità del loro impatto è incrementata dall’ “effetto trespolo”, ovvero dal fatto che tutti quegli uccelli in grado si posarsi su posatoi rocciosi o arborei, vedono nelle alte torri eoliche luoghi su cui appollaiarsi, e tentano pertanto di posarvisi sopra, venendone dilaniati e maciullati dall’impatto con le pale d’acciaio rotanti ad alta velocità, e confuse fatalmente dagli uccelli per innocui rami d’albero mossi dal vento. Il tutto diviene motivo di ancor maggiore danno se le torri sono ubicate in mezzo al mare, specie poi se lungo importanti rotte migratorie, come nel Canale d’Otranto, a largo come sotto costa, dove le torri divengono motivo di catalizzazione per gli uccelli che tentano di fermarvisi sopra per riposare, durante la faticosa trasvolata, lì nel tratto più breve tra la Penisola Balcanica e quella Italiana; e lo sanno bene gli amanti della vela che nel tragitto di traversata tra l’Italia e la Grecia e l’Albania, ospitano spesso per alcune miglia degli uccelli stanchi che si posano spontaneamente sugli alberi o sulla coperta delle loro imbarcazioni, per riposare. Italia Nostra aveva inviato all’Ufficio VIA della Regione Puglia, alcuni mesi or sono, importanti e dettagliati studi, redatti da studiosi e ricercatori dell’associazione nazionale, nonché osservazioni su questo grave impatto delle torri eoliche, e sull’effetto trespolo, ben documentato anche da un video, girato da zoologi, in una località montana greca, dove si vede un grifone tentare di posarsi sul cucuzzolo del tronco di una torre eolica (ad asse orizzontale del rotore, del tipo previsto a largo di Tricase), mentre è in funzione. [ Il video, qui fornito in allegato, è anche visionabile all’indirizzo web: http://www.youtube.com/watchv=9srPoOU6_Z4&feature=player_embedded  ] I


l grifone, (un grande avvoltoio, dalle suggestioni mitologiche, protetto dalla Comunità Europea con la Direttiva Uccelli 79/409/CEE, che attraverso il Canale d’Otranto non manca di raggiungere l’Italia, ed il Salento), si vede nel video volare attorno alla torre, per nulla intimorito dal suo movimento. Volteggiando a spirale il grande avvoltoio si avvicina sempre di più alla torre fino a venir colpito mortalmente in aria da una pala d’acciaio dell’acefalo aerogeneratore. Rapaci, cicogne, passeriformi, limicoli, aironi, garzetta, ecc. ecc. una strage di migratori condita con la morte di uccelli marini a migliaia, gabbiani, berte, ecc. nella malaugurata ipotesi che si realizzasse il mega impianto eolico off-shore di Tricase. Altra energia elettrica prodotta dal vento del mare, da industrie private, in una Puglia che già produce energia ben oltre il proprio fabbisogno con tante sofferenze per il territorio e le sue genti, e questo nel Canale d’Otranto al caro prezzo di non udire mai più sulla costa il richiamo del gabbiano! Non scherziamo col mare e abbiamone più rispetto, già pochi sanno che la famiglia di Capodogli andata a morire, pochi mesi or sono, sulle spiagge della Capitanata, viveva nel Canale d’Otranto, dove era ben conosciuta e studiata dai biologi marini greci; le contestate ricerche petrolifere condotte nel Canale d’Otranto da ditte straniere con gli air-gun, forti esplosioni generatrici di onde acustiche e sismiche per le prospezioni geologiche, interferendo con i sonar dei grandi cetacei, ne hanno comportato lo stordimento e il mortale spiaggiamento!


Studi recenti, poi, paventano gravi interferenze sui cetacei provocate dalle onde vibrazionali prodotte dalle mega-torri eoliche off-shore! Nel nuovo assessore all’Ecologia della Regione Puglia riponiamo tante speranze perché possa far uscire la Puglia dal buio tunnel politico che sta consentendo l’assalto distruttivo delle lobby dell’energia, che stanno assassinando paesaggio e ambiente pugliese per speculare sulle energie rinnovabili industriali; come non rabbrividire dunque di fronte alle sue recenti dichiarazioni, quando lo abbiam visto esultare per aver firmato il procedimento autorizzativo VIA di questo progetto eolico off-shore, dato anche che non ha avuto modo fisicamente e temporalmente di seguirlo nelle sue tappe, essendo stato nominato in quel ruolo da pochissimi giorni. Non sono queste le forme in cui le energie rinnovabili salveranno il pianeta, che stanno invece assassinando! Si proceda col fotovoltaico sui tetti e tettoie di strutture ed edifici moderni, alla riduzione dei consumi, all’efficienza energetica, ma la si smetta di nascondere dietro il Protocollo di Kyoto altre nefandezze come questa pensata nel Canale d’Otranto a danno della fauna di tre continenti! Ora, se l’Ufficio VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) della Regione, cui pure abbiamo segnalato questo documento video sopra citato, ha avuto il coraggio e la spudoratezza di far passare l’assurdo progetto off-shore, questo vuol dire solo che si sta artefacendo la presentazione della realtà e calpestando la vera scienza per meri interessi imprenditoriali, e questo è inaccettabile! Non vi è dubbio che la questione dell’impatto sull’avifauna sia la più critica per quanto attiene il progetto eolico off-shore a largo di Tricase, tanto che tutti i principali attori politici locali e pugliesi, o falsi ambientalisti, che stanno difendendo e propagandando il parere positivo espresso dall’Ufficio VIA della Regione Puglia, si preoccupano di precisare che “non vi sono effetti sulle rotte migratorie poiché le torri saranno ubicate molto a largo”, ma per affermare questo si deve del tutto non aver chiaro cosa sia una rotta migratoria attraverso uno stretto di mare! Vuol dire, pertanto spieghiamo, che il braccio di mare deve essere attraversato, da un capo all’altro, per cui vicine o lontane dalla costa, se collocate nel Canale d’Otranto, le torri eoliche hanno sull’avifauna lo stesso deleterio effetto, anzi per essere più precisi, al contrario hanno un effetto tanto più devastante quanto più lontane dalla costa per l’azione catalizzante sugli uccelli stanchi. Sarà minore l’impatto, forse, solo sulle nostre coscienze, poiché non potremo veder da vicino l’orrido spettacolo della carneficina, anche se il mare poi restituirà sulle nostre spiagge i pennuti corpi esangui mal celabili alla nostra diretta responsabilità.


Noi vogliamo che gli uccelli giungano vivi in volo sul nostro Salento e non trasportati cadaveri dalle onde. E’ dunque palese che l’istruttoria per il rilascio della Valutazione di Impatto Ambientale in Regione non sia una procedura per appurare la realtà, ma per mistificarla e raggirarla, se davvero si è potuto dire di ‘Sì’ a mega torri eoliche d’acciaio nel Canale d’Otranto. Non dimentichiamo, che sempre dagli uffici della Regione è giunto l’ok alla realizzazione di simili torri eoliche nel Parco Naturale dell’Alta Murgia e nei suoi pressi, con conseguente diminuzione drastica, in pochi mesi, della presenza di diverse specie di uccelli rapaci, tipica presenza delle rupi e dei cieli murgiani, motivo per cui il Corpo Forestale dello Stato, con lodevole efficienza, ha presentato un esposto alla Procura di Bari, che ha aperto un’inchiesta ed incluso funzionari regionali nel registro degli indagati! Quanto sta avvenendo nel Canale d’Otranto è ancor più grave, e si cerca di abbonire le menti pensanti con concetti quali quelli delle attività di piscicoltura che lì tra le torri d’acciaio saranno svolte, lo stesso escamotage dialettico e pubblicitario utilizzato quando si tenta di devastare un territorio rurale col fotovoltaico e si dice che vi si pianterà erba medica biologica sotto i pannelli! Pure mistificazioni stucchevoli! Si tratta nel caso di Tricase, in provincia di Lecce, del primo impianto di mega eolico off-shore in tutt’Italia, e proprio in un luogo così delicato e critico per l’avifauna, non vi è dunque nulla, nulla per cui andare fieri!


Occorre solo e soltanto riflettere su quanto la Puglia ed il Salento siano territorio di conquista, mira di voraci appetiti politico-imprenditoriali che tutto mistificano e tutto calpestano, terraferma e mare, per accaparrarsi i tanto agognati incentivi pubblici legati alle fonti rinnovabili! Stiamo già provvedendo per fare approdare al Parlamento Italiano la gravissima questione salentina del mega eolico off-Shore nel Canale d’Otranto; pensiamo ad un’interrogazione urgente al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e poi vedremo il da farsi a livello di giustizia italiana ed europea. Italia Nostra è pronta a collaborare con chiunque, associazioni, comitati, liberi cittadini e forze politiche, che abbiano a cuore le sorti della Puglia e del suo mare.

07/05/2010

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