02/09/2010 20:48:39

"La vera crisi del Salento deve ancora iniziare", Cgil: lo dice anche Confindustria

Segretario Cgil Arnesano: e noi da quanto lo diciamo? D’accordo con l’analisi del Presidente Montinari, ma non si tratta solo di un problema di liquidità delle aziende

 La vera crisi nel Salento deve ancora iniziare, a lanciare l’allarme non è per l’“ennesima volta” la CGIL, ma il Presidente di Confindustria Lecce il quale avverte, attraverso l’informazione locale, che il Salento è a rischio tracollo, con il pericolo che sia coinvolto a breve anche chi fino a oggi pensava di essere sopravvissuto. I bilanci del 2009, dice Montinari, saranno peggiorativi rispetto al 2008, e i rating di Basilea 2 si abbasseranno. Questo si tradurrà in impossibilità di erogare nuovo credito.


Quando ci sarà la ripresa, per le aziende si profilerà un vero problema sul credito di fornitura, con serie conseguenze anche per accedere ai finanziamenti bancari. Di certo non è motivo di vanto la constatazione che, da una parte così autorevole, si dia ragione alle rivendicazioni della CGIL che da ormai un anno e mezzo cerca il confronto con le componenti del tessuto sociale, produttivo e istituzionale del territorio, al fine di individuare insieme delle strategie che possano far restare in piedi il sistema economico del Salento. Non si tratta tuttavia solo di un problema di liquidità delle aziende, come sembra sottolineare maggiormente Confindustria.


 Resistere alla crisi non basta: occorre costruire un piano industriale che possa permettere al Mezzogiorno, e quindi anche a questo territorio, di non restare indietro quando inizierà la ripresa. Una nuova politica industriale e di sviluppo deve avere l’obiettivo di incrementare i livelli occupazionali, rilanciando produzioni competitive nei mercati e sostenendo con una fiscalità di vantaggio, l’imprenditoria che si qualifica attraverso una responsabilità sociale di impresa, aiutando chi investe sul capitale umano.


La significativa carenza di reti infrastrutturali, la perdita di migliaia di posti di lavoro, il blocco dei Fondi FAS, la mancata riforma degli ammortizzatori sociali, gli irrisori massimali della cassa integrazione, l’elusione contributiva, il precariato diffuso, il continuo ricorso al lavoro nero o sottopagato disegnano un quadro drammatico ed richiedono un progetto complessivo di politiche industriali, capaci di rilanciare un nuovo modello di sviluppo sul terreno economico, ambientale, istituzionale del mercato. Doverosa diventa quindi la definizione di una strategia globale, capace di governare e orientare il cambiamento, assumendo come vincolo positivo il lavoro, la difesa e l'estensione del welfare, la qualificazione dell'apparato produttivo e del terziario.


 "In una fase come questa cosa fa il governo nazionale? Punta alla demolizione delle tutele e dei diritti dei lavoratori, attaccando i cardini dello Statuto dei lavoratori, e non guarda alle difficoltà che vivono lavoratori e imprese nei territori. Le dichiarazioni del Presidente Montinari confermano il fatto che le rivendicazioni e le proposte della GCIL sono ragionevoli e fondate. Chiedo allora a Confindustria Lecce, e alle altre parti sociali del territorio, di mettere insieme le forze e di muoversi con più determinazione. La nostra proposta è di costruire insieme una Piattaforma per lo sviluppo del Salento, condivisa da tutte le componenti del tessuto produttivo, economico, sociale e istituzionale del territorio. Una piattaforma da presentare all’attenzione del governo nazionale, pretendendo, con forza, una risposta seria e concreta.

19/03/2010

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