02/09/2010 20:45:28

Udc, Frugis contro i giovani che hanno deciso di votare Vendola Governatore

"A questi giovani, che hanno tutto il diritto di sbagliare in proprio, voglio solo dire che riflettano sulle loro incongruenze"

Il coordinatore provinciale di "IO SUD", Nicola Frugis, con riferimento al comunicato stampa emesso dal movimento "Noi Giovani" che ha partecipato all'ultima tornata elettorale con altre liste di appoggio, tra le quali "Io Sud", a sostegno del progetto politico del candidato eletto Ferrarese, nel quale si dichiara di voler sostenere la lista dell'UDC alle regionali e quale candidato Presidente Vendola, rimane allibito e disorientato per le contrastanti dichiarazioni espresse.

"Lo stupore è massimo quando nel comunicato si sostiene di sentirsi "profondamente legati nei valori e negli obiettivi che persegue l'UDC" dimenticando che proprio quest'ultima ha contrastato duramente Vendola non riconoscendosi proprio in quei valori e nei suoi obiettivi definiti "fallimentari".


Ma di quali valori ed obiettivi parlano? Mi sorge il dubbio che a guidare la mano del movimento ci sia stata un volontà occulta che li ha indotti in errore e se cosi fosse ci sarebbe da sprofondare al solo pensiero che essi potranno essere la futura classe politica chiamata a decidere del nostro futuro.


Quanto alla volontà di sostenere la Poli Bortone quale candidata alla presidenza della Regione non mi sembra che in passato abbiano espresso tale volontà n[ che ci sia stato un loro ripensamento in tal senso, pertanto, appare del tutto ingiustificato il clamore che si è voluto dare a ciò quale presunto cambio di rotta in corsa atteso che già da tempo sono in circolazione foto che ritraggono i vertici del movimento in compagnia del candidato della sinistra a decretare un'alleanza di fatto.


A questi giovani, che hanno tutto il diritto di sbagliare in proprio, voglio solo dire che riflettano sulle loro incongruenze, non si può fare politica avendo le idee confuse e prive di chiare prospettive e che il rispetto delle diversità umane, culturali e di pensiero deve essere garantito in una società che vuole definirsi civile e democratica, che si riapproprino della loro autonomia di pensiero e di azione se vogliamo offrire al Paese una speranza di vero cambiamento".

04/03/2010

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