Presenti molte autorità economiche, politiche e imprenditoriali del territorio

Da molto tempo l’ agricoltura della penisola salentina basa la sua principale fonte di reddito sulla produzione dell’ olio lampante: un olio di oliva che risulta in origine non commestibile in quanto è proveniente da frutti maturi caduti sul terreno e raccolti spesso dopo molti giorni, che danno un livello di acidità superiore al 2%. Se in passato, dal tempo dei romani fino al tempo delle guerre mondiali, quest’ olio alimentava l’ illuminazione stradale (da ciò il nome di lampante), fino ad oggi veniva sottoposto a processi di rettificazione per ridurre l’ acidità ed essere rimmesso nel mercato alimentare come olio di oliva commestibile.
Negli ultimi anni il mercato dell’ olio di oliva sta attraversando una crisi crescente con riduzioni drastiche del prezzo all’ ingrosso; crisi che coinvolge anche il prezzo dell’ olio lampante a causa della concorrenza della Spagna, soprattutto, che con il supporto degli aiuti di governo ha capovolto in dieci anni il suo sistema produttivo introducendo innovazioni di produzione che le hanno permesso o di ridurre drasticamente il costo di produzione dell’ olio extravergine di oliva portando il prezzo di mercato a livelli quasi identici a quelli del nostro olio lampante. Un consistente aiuto agli agricoltori italiani e salentini è dato dai contributi comunitari alla produzione che tuttavia sembra possano finire alle soglie del 2013.
Una panoramica molto allarmante per il futuro della nostra agricoltura che è oggi già confermata dall’ abbandono delle terre da parte di molti contadini anziani e stanchi e dal mancato avvicendamento con le nuove generazioni. La vita di campagna è divenuta agli occhi di molti antieconomica e si preferiscono lavori apparentemente meno faticosi come il terziario. L’ età media dei nostri produttori è salita fino a superare i 60 anni. In realtà il Salento possiede un patrimonio inestimabile dovuto alla ricchezza della sua terra, alla bontà dei suoi frutti, alla bellezza del suo territorio, al costo della vita ancora accettabile, che potrebbe tranquillamente entrare in concorrenza con l’ offerta di regioni italiane tradizionalmente dedite alla valorizzazione del loro territorio come la Toscana, l’ Umbria e la Liguria.
Il Salento è una delle zone più importanti al mondo per la produzione olivicola e le sue varietà di olive, la cellina di Nardò e la Ogliarola Salentina, se raccolte dagli alberi al giusto grado di maturazione e molite subito, danno degli olii extravergini fra i più apprezzati al mondo. Le nostre coste sono fra le più belle e varie dell’ intero Mediterraneo, la storia della nostra architettura e nostro clima mite potrebbe sorprendere e affascinare qualsiasi turista. Inoltre la crescente richiesta a livello mondiale dei prodotti della dieta mediterranea apre la strada a grandi opportunità di commercializzazione di prodotti agricoli di qualità a prezzi redditizi ma richiede la creazione e l’ efficienza del funzionamento di tutto un sistema organizzativo, dalla produzione, alla trasformazione, alla certificazione dei prodotti, alla logistica, al marketing che il Salento purtroppo non ha ancora. E’ necessario allora creare la consapevolezza generale che non ci sono altre strade da percorrere se non quella della qualità e della efficienza ricettiva e coinvolgere l’ intero sistema di offerta enogastronomica e turistica verso il raggiungimento di un livello di qualità adeguato a convincere i consumatori mondiali di acquistare i prodotti salentini e di richiederli ancora, di visitare il nostro territorio e di volerci ritornare.
Bisogna creare le condizioni per integrare concretamente l’ offerta enogastronomica con quella turistica In occasione della festa della Candelora, a Martano (Lecce), il giorno sabato 6 febbraio alle ore 16 si terrà una tavola rotonda per discutere i tempi, le opportunità e le azioni per intraprendere questo cambiamento. Al convegno parteciperanno tutti gli attori della filiera produttiva: i produttori, i trasformatori, i confezionatori, i dottori agronomi, gli enti di ricerca e di certificazione dei prodotti, gli esperti di marketing e di commercializzazione dei prodotti. E naturalmente i politici che devono aiutarci a sostenere questo cambiamento Si parlerà di sviluppo locale e di strumenti di marketing territoriale, con la presentazione del progetto della creazione delle Denominazioni Comunali.
Saranno presentati progetti di valorizzazione del territorio e la creazione di nuove strutture ricettive a 4 e 5 stelle che possano accogliere e deliziare i migliori turisti e visitatori Inoltre presenteremo le iniziative già intraprese da consorzi per l’ esportazione e da gruppi di filiera integrata e sarà esposto uno strumento di marketing che questa estate effettuerà un tour per le piazze italiane per valorizzare i nostri prodotti agricoli: il frantoio mobile. Saranno infine illustrate le opportunità di investimento date dai contributi comunitari del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013, specie ai giovani sotto i 40 anni e ai gruppi di operatori che si uniscono in un unico progetto di filiera. Richiediamo a gran voce la presenza dei giovani che possono trovare nuovi stimoli e motivazioni da una nuova agricoltura di qualità e che possono contribuire a cambiare le regole del gioco e del mercato. Perché l’ olio del Salento diventi d’ oro !
05/02/2010
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