08/02/2012 19:58:21

Depuratore ASI Galatina, Amati incontra a Bari le istituzioni

Ancora in alto mare la gravosa situazione ambientale e lavorativa.
Nella foto il depuratore di Galatina.

Questa mattina, presso la sede del Consiglio Regionale della Puglia (in via Capruzzi, 212), ci sarà un incontro convocato dall’assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati, sulla disastrosa situazione dell’impianto di depurazione di Galatina che ha portato al licenziamento di alcuni lavoratori.


 


Durante l’incontro si esamineranno le condizioni che hanno causato il licenziamento degli addetti ai lavori del depuratore e si cercherà di giungere a una soluzione per evitare che la situazione degeneri.


I problemi derivati dalla fine dell’appalto concesso alla società Emes per la gestione del depuratore ASI dell’area Galatina-Soleto causeranno inoltre gravi disagi a livello ambientale, se la questione non verrà risolta in breve tempo. L’impianto ASI, ormai privo di un gestore dal 31/12/2009, si trova costantemente presidiato dai lavoratori licenziati, che, pur senza stipendio, continuano a controllare il corretto funzionamento dell’impianto.



L’assessore Amati ha convocato all’incontro tutte le parti in causa e presenzieranno il Prefetto di Lecce Mario Tafaro, la Vice Presidente della Regione Puglia Loredana Capone, gli assessori regionali all’Agricoltura e al Lavoro Dario Stefano e Michele Losappio, il Presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone, il Direttore dell’AQP Massimiliano Bianco, oltre a dirigenti dell’assessorato alle Opere pubbliche, rappresentanti delle due società coinvolte nella vicenda, ASI e EMES, nonché i lavoratori.




Amati ha sottolineato che “Siamo di fronte ad una vicenda che porta con sé un duplice rischio: uno occupazionale e uno ambientale. Il rischio di inquinamento non va sottovalutato; se la situazione non viene risolta definitivamente infatti le conseguenze potrebbero essere disastrose dal punto di vista ambientale; è importante che l’impianto continui a funzionare regolarmente. Il futuro poi di queste persone che hanno perso il proprio posto di lavoro non può non indurci ad intervenire. Per questo ho voluto un incontro con quanti potrebbero dare un significativo contributo per la risoluzione dell’intera vicenda e per ascoltare anche la viva voce di quanti da anni si occupano dell’impianto e che vorrebbero che ci fosse una gestione stabile. La risoluzione della vicenda comporterebbe non soltanto un beneficio per ben sei famiglie, cosa che già di per sé giustifica un intervento, ma sarebbe utile per la tutela della salute dell’intera collettività e del territorio della zona”.

20/01/2010
Giulia Tornesello


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