08/02/2012 19:52:57

La lettera del vescovo di Ugento sulle vicende legate al delitto Basile

Riceviamo e pubblichiamo
In questi giorni un forte clamore mediatico è stato riservato nella nostra provincia alla situazione di Ugento, a partire dalle affermazioni che ho fatto nell’omelia dei Santi Medici, alcune distorte dai giornali staccate dal loro contesto, e continuando poi con affermazioni e dichiarazioni di altri interessati alla vicenda. Tengo a ribadire quanto segue:


  1. Compito della Chiesa è quello di annunciare il Vangelo, buona notizia dell’amore di Dio per l’uomo, ogni uomo, incarnandolo nella realtà. Pertanto Essa non può restare inerme di fronte al male, che offende l’uomo, da qualunque parte esso provenga. Il male si combatte innanzitutto con la vita di preghiera e con le armi della fede, poi con la riflessione e il dialogo, infine con la denuncia, il cui fine è sempre quello di stimolare a “non lasciarsi vincere dal male ma a vincere il male col bene” ricordando sempre come cristiani di “non rispondere mai al male col male, all’offesa con l’offesa”.




  2. Ribadisco la completa fiducia nei confronti di Don Stefano Rocca, che ho appoggiato e appoggio nella sua richiesta di non lasciare cadere il silenzio sull’omicidio Basile, di collaborare da parte di tutti alla giustizia e di operare sempre e dovunque a favore della legalità, a cui educare come espressione, per noi, del comandamento dell’amore verso tutti e il bene comune. Fin qui il suo compito. Tocca ora a chi di dovere, alle varie organizzazioni laicali, a cominciare dal neonato “Comitato pro Basile”, alle varie istituzioni politiche e sociali a ciò deputate, ai genitori, alla Scuola fare in modo che questi appelli non cadano nel vuoto.




  3. Allo stesso tempo sottolineo il profondo rispetto per le autorità civili che governano la città di Ugento, alle quali chiedo di proseguire con maggiore, concorde e deciso impegno a lavorare per la costruzione del Bene Comune rifuggendo sempre interessi di parte.




  4. Grande rispetto anche per le forze dell’Ordine e della Magistratura, impegnate in questi mesi a comprendere gli intrecci e le situazioni, che hanno macchiato Ugento di un delitto così grave come quello del consigliere Basile.




  5. E’ mio profondo desiderio che vengano smorzati gli accesi toni delle polemiche, e superata con la buona volontà di tutti questa situazione di conflittualità vera o presunta, sulla quale si è generata una eccessiva attenzione mediatica. Per cui d’ora in poi non non concederò interviste su questa vicenda.



30/09/2008
mons. Vito De Grisantis


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