08/02/2012 20:12:48

Ritornare al nucleare? Una scelta incauta e inopportuna per la Puglia

A parlare è l'onorevole Gregorio Dell'Anna, Cdl, escluso dalle candidature alle scorse politiche

È a mio parere inopportuno e strano che si ritorni a parlare di nucleare in Italia e, in particolare, in Puglia. Soprattutto se ad avanzare l’ipotesi di riconsiderare la possibilità di produrre nuovamente energia nucleare sono esponenti di alto livello di alcune di quelle stesse formazioni politiche che, circa trent’anni fa, si batterono per la dismissione delle centrali presenti sul suolo italiano e, attraverso un apposito referendum, bandirono l’energia atomica.
Mi pare che la bozza del PEAR redatta dalla Regione, in questi giorni nella fase delle consultazioni, contenga utili e qualificati orientamenti nella direzione della produzione di energia per quanto riguarda le fonti non inquinanti e rinnovabili da utilizzare in Puglia.
La Puglia, regione ricca di fonti energetiche rinnovabili e non inquinanti, non può essere oggi, come non poteva esserlo ieri, terra dove "nuovi" interessi possano guidare la mano di qualcuno ad incauti interventi. Abbiamo un ampio ventaglio di scelte in questo campo. Si può spaziare dall’eolico al fotovoltaico, dalle biomasse ai combustibili biologici e sembra, quindi, anacronistico e fuori luogo riproporre ora la questione nucleare. Le scelte politiche più importanti, nella nostra regione, sono spesso il risultato di convincimenti che alcuni addetti ai lavori, più o meno autorevolmente, esternano quasi per moda o per conquistare spazi mediatici e non sono, invece, il risultato di studi e ricerche approfondite in un determinato settore, in questo caso quello energetico, effettuati da accreditati e competenti organi scientifici ed economici. È vero che questa è diventata ormai prassi, ma, in questo caso specifico del nucleare, bisogna far tesoro delle esperienze del passato, non tralasciando quanto accaduto a Chernobyl esattamente vent’anni fa. Così come bisogna tenere conto che abbiamo dismesso le tre uniche centrali nucleari presenti in Italia e costruire nuovi eventuali reattori non produrrebbe gli immediati benefici sperati, ma solo un ulteriore aggravio del debito pubblico.
Occorre, dunque, ponderare bene tutti i pro e i contro prima di proporre anche solo l’avvio di un dibattito che rimetta in discussione la volontà popolare sancita dal referendum del 1987.
Per parlare di fonti energetiche in Puglia, è bene, quindi, partire dal piano energetico regionale e non lanciarsi in dichiarazioni estemporanee che alimentano solo fumose discussioni e creano preoccupati stati d’animo nella popolazione.
02/05/2006


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