L'appello del Sindaco di Lecce ai Semeraro e ai tifosi salentini.
"Può accadere che la passione talvolta bruci gli amori più profondi. Accade anche nel calcio; la contestazione dei giorni scorsi al Via del Mare mi appare il frutto della passione esasperata dell’amante che, volendo ancor di più dall’amata, finisce con l’uccidere la stessa
Pubblichiamo la lettera aperta del sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone nella quale si invita la famiglia Semeraro a tornare alla guida dell’Unione Sportiva Lecce e nella quale si propone una raccolta di firme di tutti i tifosi salentini, per dimostrare l'attaccamento al Lecce e, soprattutto, a chi lo a guidato negli ultimi 11 anni, facendone un modello invidiato e studiato ovunque.
"Può accadere che la passione talvolta bruci gli amori più profondi. Accade anche nel calcio; la contestazione dei giorni scorsi al Via del Mare mi appare il frutto della passione esasperata dell’amante che, volendo ancor di più dall’amata, finisce con l’uccidere la stessa. Ricco di tradizione e storia, un territorio come il nostro ha trovato anche nel calcio degli ultimi 11 anni, fatto di militanza in A, per ben otto volte, e di pronte risalite dalla serie cadetta, stimoli potenti di crescita. Ma ha perso di vista, in questa occasione, che nel calcio alcuni frutti sono solo di piante molto antiche e dalle radici profonde, che hanno avuto tempo per crescere. Undici anni sono tanti per quanto ottenuto, pochi per chiedere altro. Sono frutti nati dall’impegno in prima persona della famiglia Semeraro e di quanto la struttura istituzionale ed economica del nostro territorio ha potuto dare ed esprimere. Come sindaco di Lecce, innanzitutto, non posso che ringraziare Giovanni Semeraro e i suoi figli per quanto espresso come punta d’eccellenza della nostra città”. Non lasciamo morire quello che, dunque, può essere volano sociale, economico e, perchè no, anche culturale; il Lecce è un patrimonio di tutti. Non lasciamo che questa sia una frase vuota, puramente retorica, anche se ben studiata. Diamogli un senso, recuperiamo tutti la dimensione del dialogo e comprendiamo la reazione emotiva dell’altro. A Giovanni Semeraro ho già chiesto, immediatamente, di riconsiderare con i suoi ragazzi, ormai uomini, Rico e Pierandrea, la decisione nata dalla giusta rabbia per un’offesa subita. Al popolo giallorosso chiedo un gesto che testimoni con forza l’adesione a questa mia stessa richiesta, che già sento per strada, nei commenti pubblici e privati. Si raccolgano le firme! Che sentano Giovanni Semeraro e i suoi figli l’affetto di Lecce e del Salento per quanto hanno fatto per questo territorio. L’occasione è immediata: nella gara contro la Fiorentina degli ex, cui ci presenteremo in gramaglie, divisi, e ai quali faremo pensare che sia stata loro la scelta migliore. Può accadere che un gesto appaia pesante come un macigno, ma il rimorso per non averlo fatto, a volte, può pesare come una montagna".
Adriana Poli Bortone
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